
di Barbara Calderola
Domenica blindata sull’Adda con l’appello dei Comuni contro la nuotata abusiva che può rivelarsi fatale: "Non tuffatevi".
Il rischio è che il mare dietro l’angolo di casa si trasformi nella solita trappola mortale.
La lunga scia di annegamenti che si registra ogni estate è il precedente più temuto.
Una ventina i morti negli ultimi anni, quasi tutti extracomunitari, lungo l’intero alveo, fra Brianza e hinterland.
"Nonostante il divieto assoluto di balneazione e i cartelli multilingue sparsi sulle sponde, il rischio è concreto", ricorda l’assessore alla Qualità Fabio Quadri.
Cornate è il centro più turistico del Vimercatese e quello più esposto al fenomeno. Con il Covid che incombe tante famiglie hanno deciso di rimanere a casa e sulle rive sono attesi più gitanti del solito, "per questo stiamo intensificando i controlli". Purtroppo, non c’è deterrente che tenga e "nulla potrebbe funzionare più dell’impressionante lista di decessi post-bagno - aggiunge Quadri - e, invece, ogni volta è la stessa storia".
Le amministrazioni rivierasche combattono una battaglia impari, da una parte le raccomandazioni frutto di decine di tragedie, dall’altra la leggerezza con cui si ignorano mulinelli e temperature freddissime che finiscono sempre per ingoiare anche nuotatori provetti.
Praticamente, non c’è scampo. A ingannarli tutti, la superficie placida del fiume che nasconde vortici killer.
Negli anni, multe e pattuglie d’acqua hanno senz’altro aiutato a ridurre i numeri della strage, "ma non ad azzerarla", ammette l’assessore.
L’identikit dei bagnanti è sempre lo stesso: nella gran parte dei casi si tratta di stranieri alla ricerca di un po’ di relax, dopo dure giornate di lavoro.
Molti di loro non possono permettersi il lusso di una vacanza e quando arrivano sulla spiaggia brianzola finiscono per cullarsi nell’illusione di essere davvero sulla battigia.
Ma non è così. Alla polizia locale il compito di far rispettare l’ordinanza salva-vita, già in vigore anche quest’anno, che prevede per convincere i recalcitranti, salassi fino a 500 euro.
"Un deterrente che non ha certo il compito di fare cassa, ma di evitare lutti - ancora l’assessore -. Anche se la piaga degli affogati non si rimargina. Proseguiamo la campagna con tenacia". La prima vittima c’è già stata: Angelo Belluscio, il papà 47enne che si è buttato per salvare la figlioletta scivolata dall’alzaia. Lei ce l’ha fatta, lui no. Il suo corpo è stato ripescato il giorno dopo a Trezzo. Qui, la media è di quattro-cinque vittime a stagione.