DARIO
Cronaca

Ed Enzo Tortora ha messo tutti d’accordo

Crippa Per una volta, sono stati tutti d’accordo. Anche se la proposta arrivava da un esponente di parte avversa...

Crippa Per una volta, sono stati tutti d’accordo. Anche se la proposta arrivava da un esponente di parte avversa...

Crippa Per una volta, sono stati tutti d’accordo. Anche se la proposta arrivava da un esponente di parte avversa...

Crippa

Per una volta, sono stati tutti d’accordo. Anche se la proposta arrivava da un esponente di parte avversa (il consigliere di Fratelli d’Italia Andrea Arbizzoni), nessuno ha trovato da eccepire. E la strada per intitolare qualcosa a qualcuno, da Sergio Ramelli a Silvio Berlusconi, è spesso lastricata di insidie. Stavolta invece la città di Monza ricorderà qualcuno, intitolandogli uno spazio pubblico, senza tentennamenti: Enzo Tortora.

Del resto il suo caso fece epoca. Il conduttore televisivo e giornalista, all’apice della sua carriera, nel 1983, venne arrestato in piena notte con la più infamante delle accuse: gestire un traffico di droga per conto della camorra.

Per mesi finì nel tritacarne della (mala)giustizia, con accuse e particolari pruriginosi dati in pasto quotidianamente ai giornali. Tutti clamorosamente falsi, “inventati” di sana pianta da pentiti poco pentiti.

Eletto al parlamento europeo con i Radicali, gli unici a credere alla sua innocenza, Enzo Tortora rinunciò all’immunità parlamentare quando venne condannato in primo grado a 10 anni di reclusione. Stile e integrità. Il rifiuto di utilizzare la sua carica come grimaldello.

Per la verità, ci fu anche un’altra persona che credette da subito in lui, da cui era stato svegliato alle 4.40 di quella terribile notte, sconvolto da quanto gli stava accadendo, portato ammanettato al gabbio a favor di telecamere.

Era un giovane avvocato di Monza, Raffaele Della Valle. Che dopo 4 anni di processo durissimo, contro tutto e tutti, riuscì a far riconoscere l’assoluta innocenza del suo cliente. Che morì però un anno più tardi, provato dalla enorme sofferenza a cui era stato costretto.

Da quel processo molte cose sono cambiate, la giustizia è stata riformata. Ad esempio, far scendere un imputato 50 metri prima di arrivare in Tribunale per mostrarlo ammanettato alle telecamere non è più possibile. Anche se ancora non è stato fatto abbastanza per avere una giustizia davvero “giusta”.