CRISTINA BERTOLINI
Cronaca

Monza, il Paese Ritrovato diventa un modello di vita: case, negozi e assistenza per i malati di Alzheimer

Studio dell’Università di Padova promuove il primo villaggio in Italia per persone con demenza. "La qualità di cura è superiore ai parametri dell’Organizzazione mondiale della sanità".

Studio dell’Università di Padova promuove il primo villaggio in Italia per persone con demenza

Studio dell’Università di Padova promuove il primo villaggio in Italia per persone con demenza

Il Paese Ritrovato piace ai suoi utenti e proprio ieri, nella Giornata mondiale dei malati di Alzheimer, “scopre“ di avere superato i parametri internazionali per l’assistenza agli anziani. Il Paese Ritrovato è un vero e proprio borgo con vie, piazze, giardinetti, negozi, il teatro, la chiesa, la biblioteca, l’orto. E gli appartamenti degli ospiti. È un progetto innovativo che rivoluziona il modo di intendere la cura e l’assistenza e che offre alle persone malate di Alzheimer e demenza la possibilità di vivere la propria autonomia residua in libertà e al tempo stesso di usufruire della necessaria assistenza e protezione. Ma per verificare proprio la percezione della qualità di vita dei residenti del villaggio dedicato all’Alzheimer, la cooperativa La Meridiana ha deciso di adottare un’indagine - insieme con i ricercatori dell’Università di Padova - con intervista per anziani, somministrabile anche a chi ha un invecchiamento cognitivo.

"Nell’arco di tre anni abbondanti – racconta il coordinatore, Marco Meregalli – abbiamo somministrato 95 interviste a un campione di 37 persone (26 donne e 11 uomini) residenti al Paese Ritrovato, con un’età media di 82 anni. Il punteggio medio di percezione della qualità di vita è risultato maggiore rispetto al valore di riferimento della scala dell’Organizzazione mondiale della sanità, tarata su strutture più tradizionali per la cura a lungo termine degli anziani con demenza. Nel villaggio del Paese Ritrovato le persone si sentono coinvolte socialmente, coinvolte in attività significative e con un senso positivo di autorealizzazione. Esprimono un buon rapporto con il personale con cui si instaura un’amicizia carica di sintonia, una buona soddisfazione dei bisogni primari e appagamento per quanto riguarda l’ambiente in cui vivono".

Qui, fa notare Mariella Zanetti, geriatra del Paese Ritrovato, "le persone esprimono una percezione di qualità di vita superiore ai parametri normativi. Il villaggio non è percepito dai residenti come un luogo di cura di cui è paziente passivo, ma come una comunità in cui conservare la propria indipendenza nelle scelte e libertà di proseguire la propria vita con le proprie abitudini e inclinazioni".

È un piccolo borgo appena discosto dal Rondò dei pini, a Monza, nel quale le persone, in tutta sicurezza, vivono in appartamenti protetti ma possono muoversi in modo autonomo nella piazza, al caffè, nei negozi e al cinema, così da condurre una vita normale, compatibilmente con la malattia, sentirsi a casa e ricevere nello stesso tempo le necessarie attenzioni.

La struttura è organizzata su 8 appartamenti composti ciascuno da 8 camere singole con bagno per un totale di 420 metri quadrati. In totale, per 64 ospiti, la superficie destinata alla residenza è di 3.360 metri. Il Paese Ritrovato è una composizione di case "normali e riconoscibili", per creare la classica immagine rasserenante, che però, grazie a colori, illuminazione e segnaletica, aiuta l’orientamento e il benessere del residente. Spazi autentici e riconoscibili nella loro funzione dove ritrovare sensazioni positive e amati ricordi. Infatti si configura con una sezione adibita a negozi e luoghi di aggregazione per una superficie di circa 450 metri quadrati, con vie, piazze, spazi verdi e luoghi di aggregazione. C’è anche “La collina dei fiori“, un’oasi che i residenti possono frequentare liberamente. Ci sono poi il verde privato dei singoli appartamenti, il Giardino urbano e gli orti del Paese che riportano alla società agreste di un tempo.