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Il Consiglio comunale compatto: dignità per Ilaria Salis

Il Consiglio comunale di Monza vota all'unanimità una mozione per il trasferimento di Ilaria Salis in Italia o un trattamento carcerario dignitoso in Ungheria, in vista del processo a fine marzo.

Il Consiglio comunale compatto: dignità per Ilaria Salis

Tutti uniti per la dignità di Ilaria Salis (nella foto durante l’udienza in Ungheria). Il Consiglio comunale di Monza ha votato all’unanimità una mozione presentata dal consigliere di maggioranza Lorenzo Gentile, e poi emendata in un paio di passaggi dalla minoranza. Si chiede che "il Governo italiano continui l’azione di interlocuzione con il Governo ungherese al fine di consentire, come previsto dalle vigenti convenzioni, il trasferimento di Ilaria Salis in Italia per trascorrere il periodo di custodia cautelare nel suo Paese e partecipare in video conferenza al processo, e, laddove fosse impossibile il trasferimento, garantire un dignitoso trattamento carcerario nel pieno rispetto dei diritti umani".

Una mozione che arriva in vista della prossima data del processo in Ungheria, prevista a fine marzo, e che in aula ha visto un dibattito responsabile e costruttivo, quasi a voler cogliere a pieno l’invito del padre di Ilaria, Roberto Salis, di affrontare la vicenda "non in una dimensione ideologica, ma pensando che si tratta di una cittadina in attesa di giudizio", come riportato dal sindaco Paolo Pilotto. Il primo firmatario della mozione, il consigliere del Pd Gentile, nel suo intervento ha fatto appello alla "Convenzione di Strasburgo, che riconosce la facoltà ai carcerati in queste situazioni di essere trasferiti", e ha aggiunto che il punto della questione "si incentra sui diritti umani, su una condizione di carcerazione in contraddizione con le normative europee e con i trattati internazionali, come i regolamenti dell’Onu che prevedono standard minimi di detenzione che al momento l’Ungheria non sta tenendo". "Alcune parole di alcuni membri del Governo sono state inaccettabili – prosegue il consigliere – come quelle del vicepremier, che ha cercato di fare passare l’idea che Ilaria Salis sia stata arrestata come estremista, quando ancora è in attesa di giudizio".

Il consigliere di Forza Italia Pierfranco Maffè ha aggiornato sul fatto che nel frattempo "gli avvocati della Salis hanno fatto istanza di avere i domiciliari in Ungheria", e che la richiesta da cui partire sia appunto "un dignitoso trattamento carcerario nel rispetto dei diritti umani".

Alessandro Salemi