MARCO GALVANI
Cronaca

Dal Senegal a Monza per l’intervento di separazione: il viaggio di due gemelline siamesi per un futuro migliore

Al San Gerardo un’equipe di medici ha accolto le sorelline di due anni che, grazie a Regione Lombardia, saranno sottoposte a un delicato intervento chirurgico di separazione

Uno staff multidisciplinare dovrà eseguire vari studi ed esami e studiare nel dettaglio il caso per decidere la tecnica d’intervento

MONZA – Sono arrivate mercoledì con un volo dell’Aeronautica militare italiana. Dal Senegal a Milano, poi destinazione Monza. All’Irccs San Gerardo dei Tintori un’equipe di medici e infermieri ha accolto le due sorelline siamesi che, grazie a Regione Lombardia, saranno sottoposte a un delicato intervento chirurgico di separazione.

È una situazione così complicata che ci tremano le vene dei polsi al solo pensiero”, aveva ammesso un mese fa Guido Bertolaso, assessore regionale al welfare, annunciando l’arrivo delle piccole pazienti.

Hanno solo due anni e fino ad ora hanno trascorso la loro vita in orizzontale: sono unite alla testa e non possono stare in piedi. Ma c’è una speranza, concreta, che sarebbe sostenuta da un finanziatore americano e che potrebbe regalare alle due sorelline un futuro migliore.

Stanno bene, ma ora per loro inizia un lungo percorso di preparazione all’operazione chirurgica al San Gerardo, ospedale riconosciuto due anni fa Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) proprio nell’ambito della pediatria, oltre che centro europeo di riferimento per le malformazioni cranio facciali su base genetica, le malattie ematologiche rare, le malattie del fegato, le malattie metaboliche congenite e l’oncologia pediatrica.

Lo staff multidisciplinare dovrà eseguire vari studi ed esami e studiare nel dettaglio il caso per decidere la migliore tecnica di intervento. Serviranno mesi e le piccole potrebbero entrare in sala operatoria in autunno. Sarebbe il secondo caso in Italia dopo l’intervento eseguito all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma su due gemelline siamesi unite dalla nuca, con cranio e gran parte del sistema venoso in comune. Originarie della Repubblica centrafricana, erano stato portate in Italia e sottoposte a due interventi prima della terza operazione - durata 18 ore - per la separazione definitiva, avvenuta nel giugno del 2020. Due anni prima, invece, all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo erano state separate due gemelline unite a livello del busto, primo intervento del genere in Lombardia.

Ora una sfida ancora più delicata con le due sorelline appena arrivate dal Senegal. Per l’intervento, aveva anticipato l’assessore Bertolaso, "saranno coinvolti il Besta e molte altre strutture ma anche questo centro – il Printmed-3D, al dipartimento di Fisica dell’università degli Studi di Milano – perché sarà fondamentale riprodurre la situazione anatomica, prima che i neurochirurghi, non solo lombardi ma anche americani, possano addestrarsi. Quando saremo pronti, ci proveremo".

Si tratta di un progetto che fornisce ai chirurghi la possibilità di simulare interventi complessi e migliorare la formazione: attraverso la diagnostica per immagini, la realtà virtuale e la stampa 3D vengono realizzati modelli anatomici di organi che, al tatto, per dimensioni e consistenza, sono identici a quelli naturali.

Simulando l’intervento prima di effettuarlo, i chirurghi saranno più pronti ad affrontare ogni imprevisto, con una riduzione della durata dell’intervento e del post-operatorio e ripercussioni anche sui costi del sistema sanitario.