Sono due i nodi da sciogliere: Villa Bagatti Valsecchi e l’area ex Snia. Sulla prima pende l’ultima sentenza della Corte d’Appello che ha dichiarato l’annullamento dell’atto di compravendita. Una complessa operazione finanziaria avviata 14 anni fa: il Comune aveva manifestato l’intenzione di acquistare l’immobile per destinarlo ad attività culturali e ricreative, istituendo la Fondazione La Versiera 1718 che aveva acquistato la Villa per un importo di 6 milioni di euro. L’operazione era stata censurata dalla Corte dei Conti. Inizialmente il Comune aveva valutato la possibilità di acquisire la Villa nel proprio patrimonio immobiliare direttamente dalla Fondazione. Tuttavia, alla luce del valore (3 milioni e 872mila euro) attribuito all’immobile dal perito dell’Agenzia delle Entrate, il Comune aveva deciso di instaurare il giudizio per ottenere la declaratoria di nullità della compravendita e del contratto di apertura di credito. E così al momento potrebbe essere.
L’area ex Snia è l’altra preoccupazione dell’amministrazione comunale: è stata definita la “fabbrica dell’orrore“, tra degrado, furti, spaccio. Il Comune ha le mani legate, pur essendosi adoperato per demolizioni di capannoni, bonifiche propedeutiche ai lavori futuri, per far entrare le ruspe prima possibile.