
Per mesi ha rincorso scrittori famosi per chiedere loro di mettere nero su bianco la sua vita. Scrittori rincorsi ma mai incontrati che l’hanno costretta a cimentarsi in un nuovo ruolo, quello di raccontare se stessa. Laura Lamarra, originaria di Muggiò, ha debuttato così in primavera con “La vita che indosso“, il libro definito "un inno alla vita, alla sua preziosità, alla sua bellezza".
Professionista multidisciplinare, certificata a livello internazionale, dal curriculum "invidiabile", come ha scritto di lei Millionaire, frutto di studio e lavoro incessanti. Una spiccata vocazione per la gestione di progetti di business strategy, organizzazione e comunicazione, con ruoli di responsabilità, come quando la segreteria dell’allora ministro per l’Innovazione e le tecnologie Lucio Stanca l’ha chiamata per entrare a far parte della crème dei nove direttori di Expo 2015, unica donna nel top management nella grande rassegna che ha rilanciato l’immagine dell’Italia, e di Milano, nel mondo. Cresciuta a Muggiò, Laura Lamarra ha sempre visto Milano come la sua “Grande mela“, la città che le avrebbe permesso di crescere e così è stato, con esperienze che hanno lasciato il segno. Tra episodi di vita privati e momenti professionali, nel libro si dipana il racconto di una vita, che arriva a toccare temi profondi, come quello del ruolo della donna nella società contemporanea. Già da piccola aveva le idee ben chiare in testa: "Volevo fare la differenza – racconta – e ancora oggi indosso metaforicamente un cappello ogni volta che mi lancio in una nuova sfida".
Come quella di consulente per Expo Dubai o la nuova avventura di Laurus Project, un network di boutique di consulenza in grado di offrire servizi di assistenza e supporto specialistico a professionisti, studi e aziende nell’ideazione, sviluppo, gestione e promozione di progetti di sviluppo business, di cui la manager è fondatrice. Citando Nelson Mandela, Lamarra dice spesso: "Non c’è passione nel vivere in piccolo, nel progettare una vita inferiore a quella che potresti vivere".
E ancora: "Sono appassionata della vita, di crescere e di far crescere". Tra i tanti "cappelli" indossati, Lamarra è cultrice della materia in diritto e governance ambientale presso la Facoltà di scienze politiche e sociali dell’Università degli Studi di Pavia, dove si occupa, come freelance, di promozione delle attività dell’ateneo, marketing, pubbliche relazioni e comunicazione, organizza eventi e collabora allo studio, ricerca e sviluppo della didattica dei dipartimenti di Scienze politiche e sociali e ricerche aziendali.
Fino alla prossima sfida, già dietro l’angolo, un secondo libro, questa volta un giallo tutto al femminile.
Veronica Todaro