REDAZIONE MONZA BRIANZA

Le priorità per la Brianza 2050. Formazione, mobilità, sociale e l’asse Villa-Parco-Autodromo

L’esempio della Motor Valley e la ricetta dell’amministratore delegato di Dallara Andrea Pontremoli "Nessuna azienda può pensare di essere competitiva se non rende competitivo il suo territorio".

L’evento all’auditorium della sede di Monza e Brianza di Assolombarda

L’evento all’auditorium della sede di Monza e Brianza di Assolombarda

Un’agenda di quattro punti strategici e una proposta finale: creare una cabina di regia che porti avanti il percorso avviato, promuovendo una intelligenza territoriale collettiva. Fondamentale sarà il coinvolgimento di diversi attori: l’impresa industriale, le rappresentanze imprenditoriali, le istituzioni territoriali (Provincia e sindaci delle città-snodo), gli attori delle reti e le utilities, il Terzo Settore.

Al primo punto c’è il tema dei saperi. Obiettivo, un adeguamento complessivo delle competenze attraverso una programmazione condivisa tra istituzioni, rappresentanze sociali e agenzie di formazione, promuovendo esperimenti di filiera integrata tra istituti formativi, ITS e Academy aziendali. È inoltre necessario riprogettare il rapporto tra lavoro e impresa, riconoscendo la centralità della persona. "Le aziende – suggerisce l’agenda – dovrebbero rendersi più attrattive, rispondendo alle mutate esigenze dei lavoratori, ad esempio, in termini di prospettive di crescita e di bilancio lavoro-vita".

Il secondo tema propone nuove forme di welfare collaborativo e di abitare, con l’ente pubblico in prima linea come regolatore e mediatore per mobilitare le risorse sociali e della comunità. È centrale l’alleanza strategica tra città e imprese per fornire beni collettivi e rigenerare l’attrattività del lavoro con la sperimentazione di una integrazione e collaborazione tra welfare aziendale e territoriale. Tema centrale è anche l’invecchiamento della popolazione e la necessità di politiche per la cronicità e la domiciliarità della cura. La questione casa può diventare un vincolo allo sviluppo economico. La proposta: un confronto tra forze produttive e sociali valutando interventi sulla filiera industriale, incentivi alla locazione sostenibile e una possibile regolazione pubblica.

Terzo punto: investire nelle reti di mobilità e nelle reti di utilità (energia, acqua, innovazione) rafforzando le sinergie e le iniziative industriali tra le realtà brianzole. È fondamentale un potenziamento generalizzato delle infrastrutture di mobilità, sia per il trasporto privato che collettivo. Ciò significa collegamento tra le città-snodo e trasporto pubblico locale con Milano, oltre allo sviluppo della rete ferroviaria anche rispetto alla rete delle città medie pedemontane, governando i potenziali impatti dei lavori.

Al quarto punto c’è il patrimonio simbolico e materiale. "È necessaria una valorizzazione unitaria e condivisa del vasto patrimonio culturale, turistico e sportivo della Brianza, che superi i confini locali e coinvolga l’intera area metropolitana". Essenziale sarà la trasformazione nella governance del complesso Villa Reale-Parco-Autodromo, con l’ingresso di attori privati e una maggiore integrazione con l’offerta culturale di Milano, con una piattaforma culturale diffusa e coordinata.

Per lo sviluppo di questa agenda sarà fondamentale ripensare anche il rapporto della Brianza con Milano. "La Brianza – suggerisce il rapporto di Assolombarda – deve utilizzare Milano per sviluppare scambi reciproci e posizionarsi da protagonista nei confronti del capoluogo lombardo, senza timore di risultare subalterna".

"Abbiamo ascoltato molte voci, espressione delle altrettante vocazioni e anime della Brianza – ha sottolineato Giovanni Caimi, presidente della sede di Monza di Assolombarda – Il valore di questo ultimo capitolo che consegniamo al territorio sta nell’aver individuato i nodi critici e le sfide che ci attendono e di aver dato impulso alla definizione di un’agenda concreta su cui tutti potranno lavorare. L’avvio di una strada da percorrere, facendo sintesi e sistema, per ripensare alla Brianza come un modello di crescita per il Paese". Un modello che ieri si è confrontato con quello della Motor Valley emiliana illustrata da Andrea Pontremoli, ad di Dallara, intervistato da Antonio Calabrò: "Lo scenario sta cambiando molto velocemente, nessuna azienda può pensare di essere competitiva se non rende competitivo il territorio nel quale si trova – ha detto Pontremoli –. Oggi la tecnologia, la velocità con cui stanno avvenendo le cose, ci impongono di lavorare insieme. E questo scenario, parto da quello digitale, ci dà una grandissima opportunità perché è tutto costruito sul fatto che noi possiamo avere il centro del mondo dove c’è il know how, a differenza del passato, dove il centro del mondo stava dove c’erano produzione a basso costo e materiali. Una grandissima opportunità per le aziende italiane per produrre cose abbastanza esclusive ad altissima innovazione".

M.Guz.