Alessandro Crisafulli
Cronaca

Desio, l’ex Gavazzi e il contratto nel cestino: lavori fermi a Desio, azienda cacciata

L’assessora si prepara a dare il benservito all’impresa per inadempienza

L'assessora ai Lavori pubblici Martina Cambiaghi

Come mai i lavori sono fermi da mesi? Perché non c’è più traccia di operai e la struttura è abbandonata a se stessa? È il Comune a fare chiarezza su quanto sta accadendo alla ex Tettoia Gavazzi di via Carducci. Lo fa, annunciando la rescissione del contratto con l’impresa aggiudicataria dell’appalto. Perché non avrebbe ottemperato agli obblighi contrattuali. Con una consegna lavori che era prevista per ieri e, invece, è ancora in alto mare. "È da aprile che l’impresa non si presenta sul cantiere per proseguire gli interventi concordati - spiega l’assessora ai Lavori pubblici Martina Cambiaghi (nella foto) -. Il contratto era stato firmato lo scorso febbraio e, nonostante le attività di scavo fossero già iniziate, dalle festività pasquali non si è visto più nessuno.

Occorre intervenire con estrema urgenza per evitare condizioni di pericolo costituite dalla mancanza di terreno di rinfianco attorno ai dadi di fondazione dei pilastri". I tecnici comunali, insieme alla Direzione lavori, hanno inviato diversi solleciti alla ditta, ma ad oggi non si è giunti a una conclusione. "Per questo siamo costretti a muoverci nella direzione di una risoluzione dell’accordo per inadempimento contrattuale, riservandoci di agire per il risarcimento del danno all’immagine dell’Amministrazione comunale, viste anche le numerose lamentele espresse dalla cittadinanza", aggiunge. Il 7 febbraio il Comune aveva affidato alla ditta l’esecuzione degli "Interventi di consolidamento strutturale del manufatto denominato ex tettoia Gavazzi", per 500mila euro; i lavori sono iniziati il 23 febbraio e avrebbero dovuto concludersi dopo 210 giorni. Nonostante le varie comunicazioni intercorse nei mesi passati fra le parti, per invitare l’impresa a procedere con la realizzazione del consolidamento strutturale dell’immobile ed evitare contenziosi, non si è purtroppo raggiunto finora alcun risultato. "Il Comune di Desio, per assicurare il ripristino delle condizioni di sicurezza e la conclusione dell’intervento si riserva di valutare e agire in sede legale per ottenere il risarcimento dei danni prodotti dall’inadempimento contrattuale - aggiunge il sindaco Simone Gargiulo - fra cui il danno all’immagine dell’Ente, spesso accusato di incompetenza e inadeguatezza, anche con toni non sempre pacati".

L’immobile denominato “Ex Tettoia Gavazzi“, di proprietà comunale, è l’ultima testimonianza del complesso industriale della “Tessitura meccanica di seta dei fratelli Egidio e Pio Gavazzi“, sorto nel 1869 e, per oltre un secolo, reputato una delle più importanti manifatture seriche in Italia. Ha una superficie di 400 metri quadrati ed è inserito all’interno di un’ampia area verde pubblica di circa 1.200 metri. La struttura ha pianta rettangolare, ed è costituita da due file di 14 pilastri, al cui vertice sono posizionate le capriate lignee. L’immobile è stato dichiarato, con decreto della Direzione Regionale per i beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia del 6 settembre 2013, "bene di interesse storico".

Alessandro Crisafulli