
Flavio Bruschi celebra i cinquant’anni in Sireg insieme all’ad Sonja Blanc
Il direttore è un pezzo di storia di Sireg, fiore all’occhiello del geotecnico italiano fondato nel 1936. Flavio Bruschi è arrivato in azienda mezzo secolo fa, "avevo 16 anni – racconta – e il lavoro mi sembrava un gioco". Fantasie durate poco nel colosso che allora "era una piccola officina con poche macchine" e che oggi con i suoi tre stabilimenti, lo storico quartier generale a Cascina del Bruno ad Arcore, Agrate e Ronco, è un punto di riferimento del settore in Europa e nel mondo. Una delle avventure imprenditoriali di successo che si intrecciano a questo scorcio di Brianza, nata dall’intuito di uno svizzero, Emilio Blanc. Sarà suo figlio Edoardo a scegliere il futuro direttore da ragazzo.
Quella di Bruschi è una parabola che oggi "sarebbe quasi impossibile: il mondo del lavoro è radicalmente cambiato – dice il manager che si è fatto da solo sul campo –. Adesso, a quell’età gli adolescenti vanno a scuola". Manca forse "anche un po’ di fame" che è stata il motore di tante carriere importanti. Ieri, a festeggiare con lui il traguardo dei 50 anni di servizio c’erano tutti: l’amministratore delegato Sonja Blanc e i colleghi. Un appuntamento nello stile della casa. Sobrio, d’altri tempi come qui è un po’ tutto: rapporti, idee e visione.
"Mi auguro che Sireg continui nella propria missione per tanto tempo ancora". Questa è l’ottica che ha animato l’ex operaio arrivato ai vertici: "Sono sempre stato curioso. Ricordo ancora la prima notte in cui si fermò una macchina e mi ingegnai per farla ripartire dopo un iniziale smarrimento". Bei tempi andati? "No, anche se tutto muta e oggi credo che la mia generazione abbia avuto con il proprio mestiere un rapporto diverso da quello dei giovani di adesso. Noi ci siamo molto identificati con quello che facciamo, ora c’è più distacco".
Alle "qualità umane e professionali" di Bruschi hanno reso omaggio tutti. "Abilità, dedizione e soprattutto passione hanno lasciato il segno in azienda", dice la proprietà. Per i suoi meriti, nel 2013, cioè dopo 38 anni di attività, Flavio Bruschi è stato nominato “Maestro del Lavoro” dal Quirinale. Per lui il 17 marzo 1975 stato l’inizio di un percorso durato tutta la vita. "Fui assunto con una stretta di mano. Edoardo e Amelia Blanc mi hanno cresciuto come un figlio". Erano gli anni Settanta e le passioni e lo stile della dinastia segnavano anche la vita in fabbrica "fra grigliate e sfide sportive per i dipendenti della grande famiglia Sireg". Riunita per l’occasione attorno a una delle proprie colonne.