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Cronaca

Nuovi consumi e stili di vita metropolitani

Uno scenario in divenire, quello della traiettoria neoindustriale che sta vivendo la Brianza. È il punto di partenza tracciato dal...

Uno scenario in divenire, quello della traiettoria neoindustriale che sta vivendo la Brianza. È il punto di partenza tracciato dal...

Uno scenario in divenire, quello della traiettoria neoindustriale che sta vivendo la Brianza. È il punto di partenza tracciato dal...

Uno scenario in divenire, quello della traiettoria neoindustriale che sta vivendo la Brianza. È il punto di partenza tracciato dal sociologo Aldo Bonomi (in foto), che con il Consorzio AAster da lui diretto da tre anni segue in collaborazione con il Centro Studi di Assolombarda il progetto 2050 con ricerche, analisi e interviste sul campo.

"Abbiamo lavorato con tre soggetti: le imprese della transizione industriale, il sociale e la cultura e le città della Brianza – ha spiegato ieri alla platea monzese –. Dentro la transizione va infatti costruita la coalizione, ascoltando dal basso. La Brianza è un sistema maturo, senza piattaforma sociale non riesce neanche l’impresa. E salute, welfare, energia, acqua, mobilità, formazione, ambiente e cultura sono i beni fondamentali che fanno l’anima del territorio". Dove cultura, turismo, qualità della vita, questioni ambientali sono le grandi questioni che vengono avanti, "il non ancora da costruire", come lo definisce Bonomi.

Poi l’analisi del cambiamento: "Nella Brianza sono cresciuti consumi e stili di vita metropolitani. Questo è un territorio di ceti medi e i brianzoli non sono più quelli che vanno a laurà e basta. Se si desertifica il ceto medio la qualità della vita se ne va".

I temi sono quelli del welfare, delle infrastrutture, dell’efficienza e della qualità dei servizi.

Infine l’appello agli imprenditori in platea: "Avete costruito un umanesimo industriale e avete un ruolo fondamentale – conclude il sociologo –. Fatto tutto questo lavoro, va costruita un’agenda per la transizione".

M.Guz.