Portare gli studenti in carcere. È stata questa la proposta avanzata quest’anno dalla Scuola di Formazione Politica “Alisei” della Cgil di Monza, giunta alla sua undicesima edizione.
Ne parla Giorgio Garofalo, responsabile di Alisei. "Quest’anno abbiamo circa 80 iscritti tra i 16 e i 21 anni, un numero record che testimonia l’ottimo lavoro dei volontari dell’Associazione che da settembre sono impegnati nel presentare il progetto nei licei e negli istituti tecnici e professionali della Brianza".
L’edizione del 2025 è incentrata sui valori della Costituzione della nostra Repubblica. Con diversi esperti, "stiamo affrontando temi di attualità come il fenomeno migratorio, il diritto del lavoro e l’antifascismo nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Liberazione". La settimana scorsa, l’evento clou, alla casa circondariale di Monza. "Con questa visita abbiamo approfondito l’importanza di tutelare i diritti delle persone private della libertà personale e dell’effettiva applicazione dell’articolo 27 della Costituzione che ci ricorda che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Una società che si disinteressa dei diritti dei detenuti non è una società sana".
Un incontro forte, senza sconti. "L’esperienza è stata densa, significativa e toccante per tutti noi, non solo per i giovani che abbiamo accompagnato. Le persone che abbiamo incontrato e che stanno scontando la pena a Monza sono state molto disponibili: si sono messe in gioco, hanno raccontato il loro percorso, ci hanno fatto riflettere. Ci siamo accorti che mentre raccontavano di loro, in realtà stavano parlando di tutti noi. “Pensare non a cosa vogliamo essere, ma a chi vogliamo essere, per un’esistenza vera in contatto con noi stessi” è una delle riflessioni che mi porterò dietro".
Da.Cr.