
Gioconda Barbato cerca casa e lavoro
Cresce il lavoro povero, e i prezzi delle case continuano a salire. Secondo i dati Fimaa MiLoMb, se a Monza per un mono-bilocale arredato nel 2022 occorrevano in media 500 euro al mese, ora ne occorrono 628. "Per concedere un contratto di affitto spesso vengono richiesti due stipendi e un garante – spiega Mariella Pollara, responsabile di Sunia Cgil Monza e Brianza –. Gli alloggi sono pochi rispetto al bisogno, ed è cresciuta da parte dei proprietari la preoccupazione che l’affitto non venga corrisposto". In questi anni è aumentato il tasso di morosità. "Sono in crescita gli sfratti per morosità e i pignoramenti – continua la sindacalista – perché insieme agli affitti e ai mutui sono cresciute le spese per condominio e utenze. Pensiamo a quanto è aumentata la bolletta per chi ha il riscaldamento centralizzato. A una crescita delle spese per vivere non è corrisposto un aumento dei salari".
Il risultato è che l’emergenza abitativa in Brianza è peggiorata. "Ci vogliono investimenti da parte degli enti pubblici – conclude Pollara – e misure per abbassare agli affitti. Una soluzione ancora poco praticata in Brianza è quella della cooperazione, con alloggi di cooperativa a canone sociale, che a volte risulta più basso addirittura di quello delle case popolari". La crescente difficoltà abitativa produce situazioni a volte estreme. Come quella di Gioconda Barbato, donna monzese di 36 anni seguita da Asia Usb Monza, che attualmente risulta senza tetto, in condizione di povertà. "Sono disoccupata – dice – e sto facendo fatica a trovare un nuovo impiego. In passato ho fatto la scuola di parrucchiera, la baby sitter, per un periodo la bidella e altri lavoretti. Nel frattempo ho perso la residenza all’alloggio Sap dei miei genitori perché per un anno e mezzo mi sono trasferita in Campania per prendermi cura di mia nonna.
Tornata a Monza mi sono trovata senza fissa dimora. Sto chiedendo ospitalità temporanee ad amici e familiari – prosegue – ma vivo in maniera pesante la difficoltà del non trovare lavoro e un tetto dove avere un po’ di indipendenza. Mi sono rivolta ai servizi sociali del Comune nella speranza che ci sia un’offerta di formazione professionale che possa darmi nuovi sbocchi e un alloggio per emergenza abitativa in questo frangente di vita per me parecchio duro e difficile".