"Varedo mi piace ma non ha più lo splendore dei tempi andati". Non sono in pochi in città a pensarla così, soprattutto tra chi ci è nato e può testimoniarlo. Uno tra tutti Emilio Locati, classe 1948, con un passato da consigliere comunale e un curriculum, oltre a quello lavorativo, costellato di esperienze nel mondo del volontariato, anche nella “sua“ città.
"Abbiamo avuto personaggi importanti, conti, baroni, come i Bagatti Valsecchi, la grande matematica Gaetana Agnesi. Opifici come la Snia Viscosa, nata nel 1927 e arrivata ad avere circa 7mila dipendenti, poi il declino dagli anni Settanta". Luogo chiave della storia industriale italiana, si erge come un gioiello dimenticato del razionalismo milanese. "Oggi cosa ci resta? – prosegue Locati –. Un passaggio a livello, che se ti va bene riesci a star fermo anche 20-25 minuti. Avevamo tanti negozi con varie attività commerciali, oggi abbiamo solo tanti bar e parrucchieri".
Il passaggio a livello è il cruccio di tanti, ma come si vive a Varedo? "Le premesse per vivere bene c’erano – continua Locati –. Varedo il 25 ottobre 1999 aveva ottenuto il titolo di Città con decreto del presidente della Repubblica. Ma è una città solo sulla carta. Tutti i paesi nel circondario, lungo l’asse Trenord Milano-Meda hanno realizzato negli anni un sottopasso, eliminando i passaggi a livello. Noi oggi abbiamo ancora il passaggio a livello e non abbiamo un sottopasso. Anni fa per raggiungere Milano ci si impiegava molto tempo. Oggi abbiamo la superstrada Milano-Meda e ci vuole ancora molto tempo".
Sulla situazione della Varedo di oggi c’è anche chi ironizza. "Alla fine del 2024, inizio 2025, abbiamo avuto un momento di notorietà, ben otto televisioni di diverse etichette, grazie al cecchino misterioso che terrorizzava i condomini. Una volta individuato tutto è tornato alla normalità". Alla normalità invece non è tornata la situazione dell’ex Snia con tutti i problemi non solo del sito da bonificare e ricostruire, ma anche legati alla cronaca nera, spaccio, delinquenza, senza tetto.
Eppure qualcosa di bello si muove. Nel 2024 per la Milano Design Week Alcova si è spostata a Varedo, dove Villa Borsani e Villa Bagatti Valsecchi hanno ospitato i progetti di oltre 70 designer. Varedo ha avuto così il suo momento di vita, con 8mila presenze solo nel primo giorno, e 90mila visite alla fine della settimana. Quest’anno si ripete, allargandosi. Alcova è l’appuntamento più atteso del Fuori Salone 2025. Le due ville d’epoca confermate e due spazi dismessi, abbandonati, ma pieni di charme come l’ex fabbrica Snia e le serre di Pasino che saranno protagoniste di Alcova dal 7 al 13 aprile, riportando Varedo, come l’anno scorso, al centro dell’attenzione del mondo.
"Un bel momento – prosegue Locati – ma mi piacerebbe che venissero valorizzate anche altre cose: abbiamo una bellissima basilica, quella dei Santi Apostoli Pietro e Paolo edificata nel 1698, con attiguo l’oratorio San Luigi, purtroppo i frequentatori sono sempre meno. Nel 1975-1976 abbiamo avuto la promozione in serie B della squadra di basket G.S. Pertusini Varedo. Bei tempi. Questa è la mia città oggi. Mi piace, ma purtroppo non ha più lo splendore dei tempi andati. Il futuro? Io sono incredulo come San Tommaso".