Pavia, 4 agosto 2013 - Un servizio offerto a metà. La prima cartoguida per camperisti distribuita dalla Provincia riporta aree di sosta e agriturismi, ma non l’unico campeggio di Pavia. «È un’abitudine tutta italiana quella di utilizzare le aree di sosta, quando ci si sposta in camper — ha detto Marco Perotti che del Camping “Ticino” di via Mascherpa è il titolare —. All’estero si rivolgono ai campeggi per motivi di sicurezza e per avere a disposizione i servizi. Non a caso molti si stupiscono che nella nostra zona ci sia un solo camping. La Provincia, invece, nonostante i 40 anni di attività che abbiamo alle spalle, non voleva farci riaprire perché ci mancava un lavapanni».

La clientela che è tornata in via Mascherpa da quando la struttura ha riaperto il 20 luglio, è principalmente straniera. Si incontrano francesi, svizzeri e polacchi arrivati con le loro roulotte perché il campeggio dispone solo di tre mobilhomes per ospitare due persone. «Pavia è molto centrale rispetto a diverse località del centro Italia che si vogliono visitare — ha aggiunto Perotti —. Così chi vuole andare in Liguria spendendo meno, oppure scoprire altre città d’arte della Pianura Padana o i laghi, soggiorna da noi. Siamo un punto di riferimento per molti nordeuropei, che spesso si fermano alcuni giorni mentre rientrano. Più raramente arrivano anche parenti di pazienti in cura al San Matteo e qualche studente».

Nel 2011, ultimo anno di apertura completa prima di una pausa per motivi familiari, il camping ha avuto circa 6000 presenze in sei mesi di apertura. Estimatori della vita all’aria aperta che ora non possono più neppure contare su un’indicazione, visto che quella posta all’uscita dalla tangenziale è stata abbattuta da un camion. «Risolveremo il problema — ha proseguito il titolare — anche se in realtà oggi con internet si arriva ovunque. Abbiamo un sito in quattro lingue, i nostri clienti ci trovano sul web». Come hanno fatto due francesi ospiti ieri del campeggio per seguire un itinerario napoleonico: «Abbiamo faticato a trovare l’ufficio del turismo — hanno detto —. Per fortuna in campeggio ci hanno dato una cartina della città così ci siamo mossi e abbiamo visitato San Michele».

di Manuela Marziani