NICOLETTA PISANU
Cronaca

Violenze sessuali sulle figlie di amici, condannato noto imprenditore edile: si faceva chiamare “zio” dalle bambine

Le vittime sono quattro ragazzine che all’epoca dei fatti avevano tutte età comprese tra i dieci e i dodici anni. L’uomo, di 57 anni, dovrà fare dieci anni di reclusione

Secondo gli inquirenti, avrebbe molestato le bambine in occasione di eventi conviviali o feste

Secondo gli inquirenti, avrebbe molestato le bambine in occasione di eventi conviviali o feste

PAVIA – Un imprenditore edile è stato condannato a dieci anni di reclusione per violenza sessuale aggravata su quattro bambine. La Corte d’Assise di Pavia presieduta dalla giudice Elena Stoppini ha anche disposto il risarcimento di 250mila euro alle vittime. La pm Giuliana Rizza, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la condanna a quindici anni di reclusione.

L’imputato è un cinquantasettenne che secondo le accuse nel 2020 avrebbe abusato di quattro figlie di amici di famiglia, le quali all’epoca dei fatti avevano tutte età comprese tra i dieci e i dodici anni. In particolare, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe molestato le bambine in occasione di eventi conviviali o feste, con scuse diverse come per esempio fare dei giochi insieme o in altri momenti per andare a fare acquisti.

I genitori delle bambine lo conoscevano e si fidavano, era un amico e si faceva chiamare “zio“ dalle bambine. Gli abusi sarebbero avvenuti in una dimora di proprietà dell’uomo nel Legnanese: qui per esempio, secondo i capi d’imputazione, l’uomo avrebbe abusato una delle bambine mentre stava riposando, in quella stessa casa avrebbe portato anche un’altra vittima raggiunta con la scusa di andare a fare un acquisto.

I fatti contestati erano stati portati all’attenzione dell’autorità giudiziaria nel 2023, quando una delle bambine coinvolte aveva raccontato l’accaduto a una psicologa, che la stava seguendo in quanto la giovane aveva accusato alcuni disturbi. Durante la terapia era emersa infatti l’ipotesi che tali malesseri potessero avere alla base un trauma. Approfondendo la situazione, in seguito al racconto della giovane erano poi scattati gli accertamenti in quanto la bambina aveva spiegato che anche un’amica aveva subito quegli abusi: la seconda bambina ha confermato, nel corso di un incidente probatorio.

Sono poi state individuate altre due parti offese, una di loro aveva smentito. L’iter giudiziario è proseguito con il rinvio a giudizio dell’uomo e in seguito con l’apertura del dibattimento in Corte d’Assise. Con la condanna si è chiuso il primo grado di giudizio: l’imputato e il suo difensore, una volta depositate le motivazioni della sentenza, potranno valutare il ricorso in Appello per affrontare il secondo grado.