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Trent’anni fa i volontari pavesi arruolati nella Croce rossa erano una trentina Oggi ce ne sono almeno dieci di meno
Pavia – Undici possibili esuberi e stipendi che, già da questo mese, potrebbero non essere pagati regolarmente. È in difficoltà il Comitato Croce rossa di Pavia. Se n’è parlato recentemente in un’assemblea del personale convocata dalle segreterie provinciali di Cgil Fp, Fp Cisl e Uil Fpl per analizzare la grave situazione economico-gestionale. Una crisi che, secondo quanto prospettato dal presidente del Comitato cittadino Danilo Chiesa, potrebbe portare a rinunciare a 11 operatori tra i 50 dipendenti.
A pesare in modo considerevole è la mancata partecipazione alla gara per il servizio di dialisi, a causa di un’eccessiva onerosità non sostenibile dal Comitato di Pavia. “La crisi non è una peculiarità del Comitato di Pavia – precisa Maurizio Poggi della Uil Fpl – ma accomuna diversi Comitati della Cri da quando nel 2017 da ente pubblico è stata privatizzata. Questo ha aperto le porte a chi voleva reinventarsi e per farlo acquistava un mezzo e partecipava alle gare, vincendole perché riusciva a presentare un’offerta decisamente più bassa”.
Oltre ai trasporti in emergenza-urgenza per conto di Areu, la Croce rossa effettua una serie di servizi e trasporti sanitari in convenzione. Il trasporto dei pazienti dializzati è uno dei più onerosi, che potrebbe valere oltre un milione. “Croce rossa – aggiunge Poggi – offre una garanzia di professionalità e mezzi tecnologicamente all’avanguardia che non siamo sicuri possano garantire gli operatori che costano meno”.
Ad aggravare la situazione dei Comitati anche la carenza di volontari, che ha portato a un aumento del personale dipendente e quindi a un significativo incremento dei costi gestionali. “Trent’anni fa i volontari erano la maggioranza, oggi sono una ventina”. Alla luce di questo scenario, l’assemblea ha dato pieno mandato alle organizzazioni sindacali per adottare ogni azione idonea a tutelare i diritti dei lavoratori della Cri di Pavia, a partire dalla proclamazione dello stato di agitazione.
I segretari Fabio Fasani della Cgil funzione pubblica, Mimmo Mogavino della Fp Cisl e Maurizio Poggi della Uil Fpl ora vorrebbero coinvolgere amministratori locali e parlamentari. “A parte i possibili esuberi – conclude Poggi – il problema riguarda tutti i cittadini. Vorremmo ricevere informazioni più precise sugli operatori che si aggiudicheranno i servizi”.