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Caso Garlasco, famiglia Poggi nel mirino delle indagini: sequestrata spazzatura di casa per analisi sul Dna

Gli inquirenti non risparmiano neanche la famiglia della vittima: “Prelevati a novembre 2023 quattro mozziconi dal sacchetto dei rifiuti”. Il nodo della traccia genetica di Andrea Sempio e la “linea paterna”

Rita Preda e Giuseppe Poggi, genitori di Marco e Chiara Poggi

Rita Preda e Giuseppe Poggi, genitori di Marco e Chiara Poggi

Pavia – Le nuove indagini a Garlasco non risparmiano neanche la famiglia di Chiara Poggi, la ragazza uccisa in quel mattino del 13 agosto 2007 per il cui omicidio è stato condannato in via definitiva l’allora fidanzato Alberto Stasi. Gli inquirenti che puntano a riaprire il caso accusando Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, stanno effettuando analisi genetiche ad ampio spettro e hanno sottratto della spazzatura dalla casa dei familiari della vittima, raccogliendo – si legge tra i reperti – “quattro mozziconi di sigaretta MS prelevati dal sacchetto della spazzatura presso l'abitazione di via Pascoli di Garlasco (presso abitazione famiglia Poggi)”. 

L’agenzia di stampa Adnkronos è in possesso di cinque verbali con l’elenco dei reperti che sono stati acquisiti e catalogati dai militari su richiesta della Procura e consegnati – tra il novembre e il dicembre 2023 – al laboratorio di genetica forense dell’Università di Pavia. È proprio uno di questi verbali a svelare che il 20 novembre 2023, a oltre 16 anni dall’omicidio, è stata sottratta della spazzatura alla famiglia Poggi.

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Ma cosa cercano gli investigatori da quei mozziconi? Perché oltre alla traccia genetica di Sempio – acquisite anche mediante bicchieri, mozziconi di sigarette, bottiglie d’acqua, fazzoletti di carta – si cerca nella casa della vittima? Il giorno del delitto di Chiara, la madre Rita Preda, il padre Giuseppe Poggi e il fratello minore Marco erano in vacanza in Trentino. Su questo non c’è nessuno, nessunissimo dubbio. Peraltro la traccia genetica di Giuseppe Poggi a disposizione degli investigatori fin dai primi giorni delle indagini. 

Il recente confronto tra cinque campioni di Dna maschile, prelevati dai reperti trovati nella spazzatura, e quello individuato sotto le unghie della vittima ha prodotto due risultati: uno certo e uno parziale, quest’ultimo è quello ora al centro dell’incidente probatorio. Le analisi condotte dal genetista Carlo Previderé, incaricato dalla Procura di Pavia, hanno nuovamente escluso la presenza del Dna del padre di Chiara Poggi e rilevato una “compatibilità” tra il materiale genetico rinvenuto sotto le unghie della vittima e quello di Andrea Sempio, indicato dalla difesa di Alberto Stasi.

Da sinistra, Andrea Sempio, Chiara Poggi e Alberto Stasi
Da sinistra, Andrea Sempio, Chiara Poggi e Alberto Stasi

Tuttavia, non si può parlare di una corrispondenza definitiva, poiché la Procura non ha mai ottenuto un profilo ufficiale di Sempio, ma si è basata su quello fornito dalle indagini difensive di Stasi. Per questo, lo scorso marzo, Sempio è stato sottoposto a un prelievo tramite tampone, e il suo Dna, acquisito legalmente, sarà ora confrontato con la traccia genetica maschile trovata sulla vittima nell'ambito dell'incidente probatorio.

La perizia di Previderé, però, evidenzia un limite significativo: il cromosoma Y estratto dai frammenti di Dna sotto le unghie della vittima non identifica un individuo specifico, ma l’intera linea paterna, accomunando quindi tutti i parenti maschi di quel ramo familiare. Un elemento insufficiente per ipotizzare il coinvolgimento di un complice nel delitto per cui Alberto Stasi è stato condannato con sentenza definitiva e oltre ogni ragionevole dubbio.