
Chiara Poggi e Andrea Sempio
Pavia – C’è una novità nell’inchiesta per l’omicidio di Chiara Poggi che oggi vede indagato Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. La notizia (che, però, nel pomeriggio è stata de facto smentita con agenzie che hanno citato “fonti vicine agli investigatori”) è che, prima di essere iscritto nella recente indagine della Procura di Pavia, il nome di Sempio lo era stato in un altro fascicolo d’inchiesta, per un reato diverso da quello di omicidio, e non direttamente collegato ai fatti di Garlasco.
Grazie a questo dossier “fantasma”, secondo quanto riportato dal quotidiano Il Tempo, gli inquirenti avrebbero potuto raccogliere fonti di prova nei suoi confronti, tra cui intercettazioni telefoniche, che risulterebbero utili anche nel caso di Garlasco.
In serata, però, tutte queste rivelazioni sono state spazzate via da fonti vicine agli inquirenti che hanno negato con decisione l’esistenza di questo fascicolo. Gli unici accertamenti fatti nei confronti di Sempio, quindi, sono quelli risalenti al 2016, seguiti dall’archiviazione, l’anno successivo.
Un passo indietro
La questione è complessa, ma andiamo con ordine. Andrea Sempio era stato indagato nell’inchiesta del delitto ma nel 2016 la sua posizione era stata archiviata. L’anno prima, nel 2015, era stato condannato in via definitiva a 16 anni Alberto Stasi, all’epoca dell’omicidio fidanzato della vittima. Tuttavia, le attività intorno al caso non si sarebbero mai del tutto sedimentate.
Nel 2023, a seguito di una consulenza genetica della difesa di Alberto Stasi sul Dna (depositata a dicembre 2022) la Procura di Pavia decide di tornare ad indagare, ma c’è un ostacolo. Affinché la stessa persona possa essere indagata nuovamente dopo un’archiviazione, la legge italiana richiede infatti il via libera da parte del giudice per le indagini preliminari. In questo caso, la giudice Daniela Garlaschelli inizialmente respinge la richiesta della Procura di riaprire le indagini, tanto che i magistrati devono rivolgersi alla Corte di Cassazione per ottenere l’autorizzazione a procedere.
La nuova indagine
E così, già dalla fine del 2023, gli investigatori continuano a raccogliere elementi su Sempio, fino ad arrivare a un punto di svolta nel febbraio 2025, con l’apertura di un nuovo fascicolo – numero 642 – per omicidio in concorso (con ignoti o con Alberto Stasi). In questo contesto, è fondamentale notare che il fascicolo include nuovi elementi che potrebbero essere utilizzati per fare luce sull’assassinio di Chiara.
Ricapitolando, c’è il fascicolo 642 del 2025 – quello attuale – e c’è quello del 2023 a carico di ignoti (numero 7270) che era stato aperto dopo la consulenza genetica della difesa di Stasi. E qui invece c’è la svolta: perché oltre a questi due ce ne sarebbe un terzo classificato come “modello 21” a carico di noti, quindi di Sempio. E questo lo sappiamo perché in un atto dell’11 febbraio i pubblici ministeri accorpano tutti i precedenti fascicoli, quindi sia quello aperto nel 2023 sia quello del “modello 21”.
Segretezza sugli atti
Il contenuto del fascicolo però non è noto, dato che il sostituto Valentina De Stefano, titolare delle indagini insieme all’aggiunto Stefano Civardi, ne ha disposto la segretezza per tre mesi in quanto “può arrecare grave pregiudizio per le attività di indagine in corso”. Secondo la difesa di Sempio, il sospetto è che il suo nome fosse finito sotto la lente degli inquirenti prima del 2023 e ora gli avvocati potranno chiedere nelle forme e nei modi previsti per legge di essere informati su questo fascicolo.
Punto di svolta?
L’inchiesta continua a evolversi e la riunione di più fascicoli, a questo punto, permette agli inquirenti di accedere a nuove informazioni che potrebbero essere determinanti per l’individuazione dei responsabili. Il confronto del Dna di Sempio con quello trovato sulla vittima sarà uno degli snodi cruciali nelle prossime settimane.
Il maxi incidente probatorio del 9 aprile, in tal senso, potrebbe rappresentare una svolta decisiva nel lungo e complesso caso dell’omicidio di Chiara Poggi. Gli occhi sono puntati su questo incontro, che potrebbe finalmente fornire nuove informazioni sulla tragica vicenda di Garlasco.