
Da sinistra, Andrea Sempio, Chiara Poggi e Alberto Stasi
GARLASCO (Pavia) – “Il Dna di Sempio non cambia la responsabilità di Stasi”, che peraltro “non è stato condannato per la taglia delle scarpe”. Tocca ai legali della famiglia di Chiara Poggi, uccisa a 26 anni il 13 agosto 2007 a Garlasco, smontare punto per punto le “suggestioni” che, prima ancora che sul fronte giudiziario su quello mediatico, stanno additando come presunto colpevole l’indagato Andrea Sempio, facendo riemergere dubbi sulla colpevolezza di Alberto Stasi, che invece è stato condannato in via definitiva.
Gian Luigi Tizzoni, legale della madre e del padre di Chiara, insieme al collega Francesco Compagna per il fratello della vittima Marco Poggi, amico dell’indagato Sempio, hanno firmato una memoria di 7 pagine che è stata depositata al Gip lo scorso 25 marzo, cinque giorni dopo che era stata resa nota la richiesta della Procura di Pavia per il nuovo incidente probatorio, prima che il successivo lunedì 31 marzo lo stesso Gip Daniela Garlaschelli facesse notificare alle parti la fissazione dell’udienza al prossimo 9 aprile, quando ci sarà il conferimento degli incarichi e verranno specificati i quesiti delle nuove analisi genetiche. Nella loro memoria, i legali della parte offesa ripercorrono i dati probatori che nel corso del lungo iter processuale hanno portato alla condanna definitiva di Stasi “oltre ogni ragionevole dubbio”.

eventuale Dna di Sempio o di un altro ignoto o pure dello stesso Stasi come il Gip vuole “verificare” con le nuove comparazioni, “non modifica in alcun modo il quadro probatorio”. I legali della famiglia Poggi definiscono inoltre “sorprendente” la stessa “apertura di un terzo procedimento penale nei confronti di Andrea Sempio sulla base di elementi probatori introdotti dalla difesa del condannato”.
Citand o le “27 analisi effettuate in sede peritale” e la sentenza del processo di Appello-bis, ricordano che è stata accertata la “assenza di qualsiasi contatto tra l’assassino e le unghie della vittima”, per cui anche l’In effetti la stessa Procura, nel rendere nota la richiesta di incidente probatorio al Gip, aveva citato al primo punto in premessa il “deposito, da parte della difesa di Stasi Alberto, di una consulenza tecnica” sul Dna del genetista Ugo Ricci e del luminare tedesco Lutz Roewer, che poi la stessa Procura ha poi fatto verificare dai propri periti Carlo Previderè e Pierangela Grignani, proprio perché per gli stessi elementi, ma con esiti ben diversi, la posizione di Sempio era stata archiviata nel 2017 e ancora nel 2020.
“Dispiace dover rilevare – proseguono i legali della famiglia Poggi nella memoria depositata al Gip – a fronte di argomentazioni così chiare e precise, che il trascorrere del tempo ha invece consentito la reiterazione e la diffusione mediatica di ipotesi e di suggestioni del tutto prive di fondamento, a dispetto degli ulteriori, numerosi provvedimenti nel frattempo succedutisi al riguardo con il defatigante coinvolgimento dei più vari organi giurisdizionali”.
E ribadendo “l’insistito tentativo del condannato di provare a individuare con ogni mezzo un responsabile ‘alternativo’ e di consegnarlo in pasto al circuito mediatico” scartano pure l’elemento del numero delle scarpe dell’impronta insanguinata sul tappetino: “Il tema della taglia delle scarpe non ha assunto alcun rilievo decisivo nel giudizio a carico di Stasi”. In effetti quella perizia non risulta citata né nella richiesta della Procura né nell’ordinanza del Gip sull’incidente probatorio.