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Nel caso Garlasco spunta una terza persona “mai apparsa nell’inchiesta”. E la madre di Sempio si è sentita male sentendo il suo nome

Parla l’avvocata Angela Taccia: “Nell’interrogatorio i carabinieri hanno chiesto a Daniela Ferrari di riferire su una persona che fino ad ora non abbiamo mai sentito”. Un ignoto 1, un mister X che la mamma di Andrea Sempio conosce: “Ma ho già detto che non c’entra nulla”

Spunta una terza persona nel delitto Garlasco, per cui è stato condannato Alberto Stasi e per il quale oggi è indagato Andrea Sempio

Spunta una terza persona nel delitto Garlasco, per cui è stato condannato Alberto Stasi e per il quale oggi è indagato Andrea Sempio

Pavia – C’è Alberto Stasi, condannato per aver ucciso Chiara Poggi il 13 agosto 2007. Poi c’è Andrea Sempio, all’epoca amico della famiglia Poggi, che da quest’anno è indagato per l’omicidio a seguito di alcune analisi genetiche. E infine c’è una terza persona, sconosciuta, il cui nome non era mai emerso dalle indagini. O almeno, così era fino a quando i carabinieri di Milano hanno fatto quel nome davanti a Daniela Ferrari, madre di Sempio, la mattina del 28 aprile mentre la interrogavano in qualità di testimone. Nel sentirsi chiedere di quella persona, la donna – riferisce la sua avvocata  – ha avuto un “fortissimo attacco di panico” ed è arrivata “quasi barcollando, nella sala d’attesa” della caserma.

Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio (a destra), esce dalla caserma di Via della Moscova insieme all'avvocato Angela Tacci
Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio (a destra), esce dalla caserma di Via della Moscova insieme all'avvocato Angela Tacci

A riferire questa vicenda e l’esistenza di questa “persona ignota” è stata l’avvocata Angela Taccia, legale di Andrea Sempio, alla trasmissione “Lombardia nera”, in onda su Antenna 3. Taccia ha riferito anche che questa terza persona non era conosciuta né da lei né dall’altro avvocato di Sempio, Massmo Lovati: “È un nome che fino adesso non abbiamo mai sentito”.

Daniela Ferrari era in caserma a Milanoper chiarire nuovamente alcuni aspetti della mattina dell’omicidio: a che ora uscì di casa, quali commissioni svolse, a che ora rientrò. Ma soprattutto avrebbe dovuto parlare di uno degli elementi più discussi dell’inchiesta: lo scontrino del parcheggio di Vigevano che Andrea Sempio conservò su suggerimento dei genitori.

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Tuttavia, Taccia ha spiegato che il malore che ha avuto Ferrari è avvenuto dopo che alla donna è stato chiesto conto di una persona ben precisa. “Da quanto mi ha raccontato la signora posso dirvi che lei subito alla prima domanda era, non dico tranquilla perché non lo sarebbe nessuno, si è avvalsa subito della facoltà di non rispondere come prevede l’articolo 199 del Codice di procedura penale”. Però, racconta l’avvocato, “dopo quella domanda sono andati avanti a fare un’altra domanda su una circostanza che non riguardava affatto i movimenti del figlio né di quella mattina né di quel periodo, una domanda che apparentemente non c’entrava assolutamente nulla, lei ha risposto a quella domanda e poi loro hanno probabilmente insistito, così mi ha detto la signora, io non ero lì presente”.

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Andrea Sempio dopo una convocazione dei carabinieri

Lei a quel punto, spiega la legale, avrebbe detto: “No basta io non voglio più rispondere perché mi sono già avvalsa del diritto di astensione riconosciuto dalla legge”. E a quel punto avrebbe avuto l’attacco di panico.  “Anch’io – spiega Taccia – ero molto agitata per la sua condizione di salute, l’ho fatta accomodare, ho cercato di calmarla era bianca, sudava, tremava, l’unica cosa che potevo fare, visto che non sono un medico, ho detto portate le acqua e zucchero, quindi in qualche modo l’abbiamo riempita di acqua e zucchero, l’ho fatta calmare. Ho chiamato il taxi perché lì nessuno ci ha aiutato a chiamare il taxi, ma non tutti sono stati non disponibili, anzi la maggior parte dei carabinieri sono stati disponibili in quel momento”.

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Quello della terza persona, spiega ancora Taccia – “è un nome che fino adesso non abbiamo mai sentito, sembrerebbe non essere mai comparso nell’indagine. Io dico “sembrerebbe” perché io il 415bis non ce l’ho, non sono concluse le indagini e dunque non so che cosa hanno in mano gli inquirenti. Noi non abbiamo mai sentito nominare quella persona”. Ma, conclude, “non ho detto che anche la madre di Sempio non l’ha mai sentito nominare”. A quella domanda lei ha risposto se sì o no, loro probabilmente e dico probabilmente hanno insistito e lei ha detto: “ma io ho già detto che quella persona non c’entra nulla e che mi avvalgo della facoltà di non rispondere”.

Poi parla delle domande dei carabinieri: “Anche questa cosa di insistere se uno esercita il diritto dell’astensione, ma mi spiegate perché continuano ad insistere? Ma è allucinante, è vero molti lo fanno ma è estremamente scorretto, oltretutto con la madre dell’indagato con una patologia grave. Io non ho intenzione di riferire chi è questa persona”.