Gabriele Moroni
Cronaca

Omicidio di Garlasco, le carte degli interrogatori. Scontrino e telefonate, il confronto sugli orari

Il 37enne è stato sentito due volte dagli inquirenti: nel 2008 e nel 2017. “Escludo di aver mai frequentato Chiara, c’era troppa differenza d’età”

Omicidio di Garlasco, le carte degli interrogatori. Scontrino e telefonate, il confronto sugli orari

Garlasco (Pavia), 14 marzo 2025 – Le dieci e mezzo del mattino del 4 ottobre 2008. Andrea Sempio, l’indagato di oggi, viene ascoltato come persona informata sui fatti negli uffici del comando carabinieri di Vigevano. È stato sentito una prima volta il 18 agosto del 2007, cinque giorni dopo l’omicidio di Chiara Poggi nell’assolata estate che si trasformerà in quella del delitto di Garlasco. Allora è solo un amico del fratello di Chiara. Alla domanda su quale fosse il suo grado di conoscenza della vittima, l’allora ventenne risponde: “Conoscevo la Chiara in quanto frequentavo la sua abitazione. Escludo categoricamente di averla mai frequentata vista la nostra differente età. Non abbiamo mai avuto amici in comune. Ribadisco che era conosciuta da me solo perché amico del fratello Marco”. Ma alcuni dei temi al centro della nuova inchiesta gli vengono già posti allora.

Massimo Lovati, avvocato di Andrea Sempio
Massimo Lovati, avvocato di Andrea Sempio

Gli viene chiesto, in particolare, delle tre telefonate, arrivate il 4, 7 e 8 agosto, sul numero fisso di casa Poggi, soprattutto gli viene domandato il perché delle ultime due: Sempio ignorava che il 5 agosto Marco fosse partito con i genitori per le vacanze in Trentino? La risposta è che l’amico l’aveva informato della partenza, ma si dice “sicuro” che non ne precisò la data. La prima volta, avendo sulla rubrica del cellulare “Poggi casa” e “Poggi cell”, azionò per errore la chiamata sull’utenza fissa. Le altre due, dal momento che il cellulare di Marco rimaneva irraggiungibile, chiamò il fisso dei Poggi. Rispose Chiara, che l’informò dell’assenza del fratello. Almeno così racconta Sempio agli inquirenti.

Dopo una serie di rimpalli, la Cassazione, nell’ultima sentenza su Alberto Stasi, ha fissato l’ora della morte della ragazza tra le 9.12 e le 9.35 del 13 agosto 2007. È solo dopo l’orario entro il quale avrebbe agito l’assassino che Sempio comincia a ricostruire la propria mattinata. Ha atteso il rientro della madre dalla spesa. Verso le 10, “mi sono recato a Vigevano, con l’unica macchina a disposizione della mia famiglia, per andare alla libreria che si trova in piazza Ducale... Giunto alla libreria l’ho trovata chiusa”. Consegna, come prova, uno scontrino rilasciato in piazza Sant’Ambrogio, fine sosta alle 11.18.

Il particolare attira l’attenzione anche dei pubblici ministeri di Pavia, il procuratore aggiunto Mario Venditti e la pm Giulia Pezzino, che il 10 febbraio 2017 interrogano Sempio, questa volta come indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Come spiega di avere conservato lo scontrino per un anno? “Quello scontrino è stato ritrovato da mio padre o da mia madre sulla macchina qualche giorno dopo il fatto, quando io ero già stato sentito. Mia madre ha detto ‘per sicurezza teniamolo’. Quindi i miei genitori hanno deciso di conservarlo. La seconda volta che sono stato sentito non avevo con me lo scontrino ma ho solo riferito ai carabinieri che l’avevo. Sono stati loro a dirmi di andarlo a prendere. Mi sono recato insieme a mio padre a casa dove l’ho preso e l’ho portato in caserma”.