
La scuola di San Genesio finita nell'inchiesta
San Genesio (Pavia), 4 aprile 2025 – Prima il sequestro che ha costretto gli alunni a trasferirsi in altre scuole e ora che alla scuola primaria e materna sono stati tolti i sigilli e i bambini hanno di nuovo preso possesso dei loro spazi, all’interno dell’edificio è rimasto del materiale di cantiere.
Un cantiere finito sotto la lente d’ingrandimento della procura della Repubblica che ha iscritto nel registro degli indagati il sindaco di San Genesio Enrico Tessera, la funzionaria comunale e i professionisti che hanno gestito i lavori alla scuola, accusandoli di turbativa d'asta e frode nelle pubbliche forniture. In attesa che il giudice per le indagini preliminari decida se vi siano gli elementi per un rinvio a giudizio, la politica sollecita l’amministrazione al “ripristino degli ambienti affinché possano essere fruiti in sicurezza da parte di tutta l'utenza scolastica".

La capogruppo di “San Genesio Futura”, Marzia Testa ha inoltrato al presidente del Consiglio comunale Cristiano Pietra, al primo cittadino e agli assessori Alessandra Belloni e Massimiliano Cadore un’interpellanza nella quale sollecita una rimozione del materiale dal cortile in cui gli alunni sono soliti passare gli intervalli dalle lezioni.
“Fin dal settembre scorso le famiglie degli alunni della scuola primaria hanno rilevato la presenza di materiale di cantiere all'interno dello spazio scolastico – ha scritto Marzia Testa -, il dirigente dell’ufficio tecnico ne è stato informato, ma i residui ferrosi continuano a rimanere abbandonati con il rischio che i bambini possano farsi male”.
“Come mai, assessore – ha chiesto Testa rivolgendosi a Cadore che ha la delega ai lavori pubblici - nonostante le segnalazioni delle famiglie non ha ancora dato disposizioni di provvedere alla pulizia? Intende provvedere entro l’anno scolastico?” All’assessora all’istruzione Belloni, invece, la capogruppo di opposizione ha domandato se “ritenga di interdire il cortile agli alunni costringendoli a restare all'interno delle classi o nelle aree comuni interne anche durante l’intervallo o nei pomeriggi di gestione post scuola, come già è accaduto per l'anno scolastico 2022/2023”. L’interpellanza dovrebbe essere discussa nel primo Consiglio comunale che sarà convocato.