
Pavia, testimoni al processo per la devastazione del carcere nel 2020
Nuova udienza ieri al processo per la rivolta scoppiata nel carcere di Torre del Gallo la sera dell’8 marzo 2020, all’inizio della pandemia. Sono 68 gli imputati, mentre per altri indagati la sentenza era già stata emessa nell’udienza preliminare. Ieri è stata ascoltata la testimonianza di sette agenti di custodia, che hanno raccontato l’accaduto.
Alcuni hanno riferito di aver visto i detenuti salire sul tetto, di averne incrociati altri nei corridoi e anche di averli visti accendere fuochi. Nessuno però ha indicato i nomi dei reclusi protagonisti di quell’azione. La protesta a Torre del Gallo si verificò in concomitanza con episodi analoghi in altri penitenziari. I detenuti protestavano contro il blocco dei colloqui dovuto all’emergenza sanitaria e le condizioni di sovraffollamento che avrebbero aumentato il rischio di contagio. I danni per la rivolta a Pavia ammontarono a 492mila euro: vennero rotte docce, quadri elettrici, telecamere e pareti. Solo a tarda notte, dopo una lunga mediazione, i detenuti tornarono nelle celle. Il reato contestato è devastazione e saccheggio.
I difensori avevano chiesto, in fase di indagine preliminare, di derubricarlo in semplice danneggiamento. Il Tribunale ha però respinto l’eccezione, e l’ipotesi di reato è rimasta la stessa stabilita dal gip. Il processo riprenderà giovedì 17 aprile con l’audizione degli ultimi testimoni dell’accusa. Si passerà poi all’esame degli imputati. Le udienze proseguiranno almeno sino al 18 dicembre 2025, quando dovrebbe terminare la discussione e potrebbe arrivare la sentenza.