MANUELA MARZIANI
Cronaca

Test per iscriversi all’università. Grammatica e geometria gli spauracchi degli studenti

Pavia, in oltre 340mila hanno affrontato i Tolc. Punteggi medi in calo anche nella comprensione del testo

Pavia, in oltre 340mila hanno affrontato i Tolc. Punteggi medi in calo anche nella comprensione del testo

Pavia, in oltre 340mila hanno affrontato i Tolc. Punteggi medi in calo anche nella comprensione del testo

In attesa che entri in vigore la riforma con la quale si abolisce il test d’ingresso a medicina, il 60% di chi si iscrive all’università supera un test presente in quasi un corso di laurea su 2. Sono stati 340.315 i Tolc effettuati nel corso del 2024, oltre al totale dei test relativi al 2022 e al 2023, e dal sondaggio "Orientarsi dopo la scuola 2025", condotto da Cisia, consorzio costituito da 62 atenei statali e dalle conferenze di ingegneria, architettura e scienze fra coloro che si sono registrati nell’ultimo anno alle aree riservate per l’accesso ai test e a quelle per l’orientamento emerge una generazione che vive in bilico tra ponderare le scelte universitarie e decidere d’impulso all’ultimo momento. La fotografia emerge dalle risposte fornite da 4.363 persone. Nei Tolc si evidenziano punteggi medi in calo per la comprensione del testo nel focus che riguarda in modo particolare il Tolc-Su, sviluppato per gli studi umanistici. È la grammatica a mostrare i punteggi più bassi (si va da un 40% di risposte corrette per i professionali al 69% del classico).

In calo anche i punteggi dei test relativi alla matematica e risulta particolarmente difficile la geometria che fa segnare i tassi più bassi di risposte esatte. Il dato interessante riguarda la statistica, ambito in cui tutte le scuole, professionali comprese, hanno buoni risultati. Uno studente su 20 fra coloro che fanno almeno 2 test, sceglie di fare il test di psicologia dopo quello di ingegneria; uno su 10 prova il test di scienze umane. Il 22% di coloro che hanno partecipato a iniziative di orientamento afferma che il periodo era troppo vicino al momento della scelta. Il 2,2% dichiara di aver scelto una determinata università per poter "seguire le mie amicizie".

"I ragazzi ha detto Andrea Stella, il presidente di Cisia - ci dicono chiaramente che vogliono capire cosa sia l’università, scoprire come si vive la giornata accademica, avere l’opportunità di documentarsi in modo approfondito. Sta dunque a noi e alle università sviluppare strumenti di orientamento in grado di dare risposte significative".

Manuela Marziani