
Massimiliano Giansanti presidente nazionale Confagricoltura: «Con i dazi non possiamo più pensare in chiave locale»
GARLASCO (Pavia)
Un’annata agraria difficile, segnata da un meteo anomalo, fitopatie e diffusione della peste suina africana, che ha comportato forti limitazioni a movimentazione e commercializzazione dei capi. Su questi punti ieri si è concentrata l’assemblea generale di Confagricoltura alle Rotonde. "Prima della Psa – ha detto la presidente Marta Sempio – erano 230mila i suini allevati in provincia, di cui 95mila da soci di Confagricoltura. A fine 2024 ne restano circa 110mila, dopo 105mila abbattimenti in due anni". Sempio ha evidenziato anche la centralità della rappresentanza associativa: "I nostri soci hanno una dimensione media di 43 ettari. Rappresentiamo il 45% del riso, il 70 del pioppo, il 55 delle orticole, il 70 dei biogas e il 45 degli agriturismi del Pavese. Numeri che testimoniano una leadership fondata su innovazione, radicamento e visione imprenditoriale". Complessivamente la superficie agricola della provincia utilizzata è di 195mila ettari: riso e vite con 92mila ettari rappresentano il 47% della superficie agricola totale. Pavia è la prima provincia viticola della Lombardia, con 12mila ettari vitati e 186.611 ettolitri imbottigliati e rivendicati come Doc-Docg nel 2024.
Tuttavia sui risultati della vendemmia ha pesato l’emergenza peronospora, che ha colpito oltre 600 aziende per un danno superiore ai 16 milioni. Il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha poi parlato dell’introduzione dei dazi da parte degli Usa: "Non saranno anni semplici. I dazi mettono in discussione il nostro essere imprenditori in un mercato globale. Non possiamo più pensare solo in chiave locale: da 28 a 70 miliardi di export in dieci anni sono il risultato di un’Italia che ha saputo costruire valore, anche attraverso strumenti come le Tea, dove Pavia è in prima linea nella sperimentazione".
Manuela Marziani