
Silvia Garavaglia, presidente Coldiretti Pavia
Mortara, 5 aprile 2025 – Con i nuovi dazi imposti da Donald Trump è a rischio l’export di cibo pavese negli Usa aumentato del 50% negli ultimi dieci anni. Il tema è stato al centro del convegno “Mercosur e agricoltura: minacce globali, sfide locali”, organizzato dalla Coldiretti a Mortara. Dal 2014 ad oggi le esportazioni di cibo e bevande pavesi negli Stati Uniti è passato da meno di 6,5 a oltre 9,5 milioni di euro. Le preoccupazioni ora sono legate al fatto che le nuove tariffe aggiuntive si traducano in un aggravio di costi per i consumatori statunitensi, con un calo delle vendite che danneggerà le imprese italiane, oltre a incrementare il fenomeno dell’italian sounding.
Secondo una stima Coldiretti, infatti, con l’introduzione del dazio al 20% su tutti i prodotti agroalimentari Made in Italy, il rincaro che graverebbe sui cittadini Usa sarebbe di 1,6 miliardi di euro. A questo va aggiunto il danno da deprezzamento delle produzioni, da calcolare filiera per filiera e l’aumento dei costi di stoccaggio, tanto più sensibili se legati alla deperibilità del prodotto. “In questa fase l’Europa deve rimanere più unita che mai e dialogare con un’unica voce – ha commentato il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini –. I dazi siano l’occasione a livello europeo per mettere in campo un piano di rilancio dei settori produttivi. Dobbiamo diventare più competitivi abbassando i costi per le imprese”.
“Di fronte alla decisione degli Usa - ha ribadito Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia – è di vitale importanza mettere in campo la diplomazia per evitare mosse avventate. L’Italia e l’Europa devono portare avanti il dialogo, perché i dazi fanno male a tutti”. Al convegno è intervenuto anche l’ex ministro dell’economia e delle finanze, oggi parlamentare di Fratelli d’Italia e presidente dell’Aspen Insititute Italia, Giulio Tremonti che ha commentato: “Il problema dei dazi è frutto di una storia nata tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. Una volta caduto il muro di Berlino è nata la globalizzazione, una cosa giusta realizzata in tempi troppo brevi”.
Intanto, insidie e rischi per il made in Italy a tavola arrivano anche dai trattati commerciali sullo scambio delle merci che non prevedono la reciprocità delle regole. È il caso dell’accordo Ue-Mercosur che prevede l’arrivo in Europa a dazio zero di centinaia di milioni di chili di carne di manzo, di maiale e di pollo, oltre a riso, miele, zucchero, che andranno a sommarsi alle quantità che già vengono importate dal Sudamerica.