UMBERTO ZANICHELLI
Economia

Moreschi, c’è il nuovo proprietario. L’azienda “Mister X” potrebbe tenere la produzione a Vigevano

La società che ha rilevato marchio, macchinarie e materie prime al prezzo di base d’asta non ha ancora un nome. Di certo non si ripartirà dallo stabilimento di via Cararola, non inserito nel pacchetto

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Vigevano, 2 aprile 2025 – Il marchio Moreschi ha un nuovo proprietario: l’azienda che opera nel ramo della distribuzione di calzature e che ora vuole impegnarsi direttamente anche nella produzione, di cui non è stato ancora reso noto il nome, che a metà febbraio si era detta disponibile a rilevare la griffe delle calzature di lusso dichiarata fallita a luglio 2024, la parte dei macchinari rimasti nello stabilimento di via Cararola, chiuso da settembre, e il materiale, soprattutto pelli, custodito nei magazzini.

Il tutto per la somma complessiva di un milione e 737.650 euro. Quella era infatti la base dell’asta cui, nonostante l’interesse di un centinaio di soggetti, alla fine non ha partecipato nessuno sino alla scadenza prevista per la serata di domenica.

La speranza

Di fatto quindi il marchio Moreschi sopravviverà: l’auspicio, così come era stato fatto filtrare, seppur non ufficialmente formalizzato, è che la produzione possa essere mantenuta a Vigevano, anche se l’insediamento non potrà essere quello di via Cararola, un’area di 65mila metri quadrati di cui 18mila riservati alla produzione.

E non solo perché si tratterebbe di un sito sovradimensionato ma, soprattutto, perché quell’area non è stata compresa nell’asta visto che l’ultimo proprietario dell’azienda, il fondo svizzero Hurleys, lo aveva venduto a un’azienda milanese che in questi mesi è alla ricerca di soggetti interessati al suo utilizzo.

Da assegnare

La posizione è strategica, a lato del tratto urbano della Statale 494, quindi ideale per i collegamenti. Tornando al possibile nuovo futuro insediamento, la speranza è che possa dare lavoro a una parte dei dipendenti della storica azienda ducale, tutti licenziati nei mesi passati.

Intanto proseguono le procedure legate al fallimento per cui ci sono poco meno di 290 domande di insinuazione nel passivo. Per vagliarle, sono state già fissate due udienze: il 7 maggio e il 12 luglio.

Le vendite giudiziali che si sono svolte tra il periodo natalizio e le scorse settimane invece hanno portato a incassi di poco superiori al milione e 730mila euro, che verranno utilizzati come primo ristoro ai creditori dell’azienda.