Sono alla manifestazione della comunità islamica di Milano. È un fatto raro, di solito preferisco impegnarmi per quello che posso piuttosto che scendere in piazza. Portare musica in carcere, per esempio. Ma questo è un momento di quelli che fanno riflettere sui valori universali, e non di parte. Un momento in cui sono in gioco sentimenti che ci vogliono divisi. Spero che un giorno ci siano musulmani che nei loro Stati aprano le porte ai principi della libertà di pensiero e di religione, anche se non appartengono alla loro cultura. Per questo oggi dobbiamo dare l’esempio noi, stando al loro fianco in piazza, facendo vedere cose che nei loro Stati non si vedono ancora. Del resto è una necessità dell’uomo sentire la vita in modi diversi a seconda del suo singolo bisogno, della sua personale ricerca di valori e di equilibrio emotivo. Non sono le parole di una bella canzone come Image che ci sprona a sognare un mondo migliore, che indicano la giusta soluzione. Abbattere ogni religione è abbattere la nostra memoria storica, il cammino doloroso che abbiano fatto, e che ci aspetta in futuro. Non si può eliminare il dolore. Lo si può fare con l’eroina o con droghe allucinogene, come ho visto fare a migliaia di ragazzi. È bello immaginare una condizione umana completamente sospesa nel limbo emozionale, ma é un’illusione, qualcosa che alla fine uccide il cuore, ci riduce a macchine senza più emozioni. Le macchine non provano dolore. Il dolore esiste per essere trasformato in qualcosa di più luminoso. E allora Immaginiamo un mondo dove non siamo solo tutti francesi; ma islamici, cristiani buddisti…e che i pensieri dei grandi iniziati, Budda, Cristo, Maometto, Gandi, che hanno promosso i valori della vita continuino a guidarci aldilà delle speculazioni promosse dalla debolezza umana nelle singole religioni. La democrazia può perfezionarsi solo se accetta di imparare. Ma può certo insegnare molto, a patto che ci sia e che si voglia il dialogo. Prima di ogni Stato o religione c’è l’uomo che va difeso nel suo cammino etico. C’è chi lo vorrebbe animale, chi macchina. Ma il suo ruolo, ed è quello dell’arte, è portare a coscienza tutto ciò che manifesta e promulga la vita. C’è chi lo chiama Amore. *Musicista, fondatore della Pfm
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