REDAZIONE SALUTE

Infezioni da Hiv: Lombardia prima per nuovi casi. Al Sacco lo studio sul farmaco che può cambiare per sempre la lotta all’Aids

L’allarme: tardivo il 41% delle diagnosi ed è ipotizzato un 40% di sommerso. Per anni i casi sono stati in calo ma dal 2021 c’è stata una preoccupante inversione di tendenza. L’infettivologo Gori: “Intensificare informazione, prevenzione e screening”

Lotta all'Aids

Lotta all'Aids

Milano, 29 novembre 2024 – La Lombardia è la regione con il più alto numero di infezioni da Hiv (377, con un’incidenza di 3,8 su 100mila persone) su un totale di 2.239 casi in Italia nel 2023. Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità nel 41% sono diagnosi tardive, con un quadro clinico già conclamato, ed è ipotizzato anche un 40% di sommerso. "È necessario intensificare informazione, prevenzione e screening" sottolinea Andrea Gori, direttore Malattie Infettive Ospedale Sacco di Milano e presidente di Anlaids Lombardia Ets, che in occasione del World Aids Day offre test gratuiti Hiv e Hcv presso la sede di Milano.

"Si pensa troppo semplicemente che di questo virus non si muoia più, non è così”

Al Sacco di Milano lo studio dedicato a Long Activing in PrEP

"Ci siamo fatti impressionare dai 7 milioni di vittime di Covid, ma è necessario ricordare che ogni anno nel mondo Aids provoca 700mila morti, 1,5 milioni di nuovi casi di infezione, oltre a 40 milioni di persone che convivono con l'Hiv. Si pensa troppo semplicemente che di questo virus non si muoia più, non è così. È un nostro dovere puntare a zero nuove infezioni, per questo l'Ospedale Sacco avvierà a breve uno studio dedicato a Long Activing in PrEP. Grazie alla ricerca c'è infatti una buona notizia: un farmaco in arrivo, già utilizzato nel trattamento di persone che vivono con HIV, che potrà essere somministrato anche in prevenzione”.

Una rivoluzione

Questa innovativa profilassi prevede una singola iniezione di un nuovo inibitore delle integrasi di Hiv, ogni 2 mesi, garantendo alti livelli protettivi contro il virus e offrendo maggiore comodità e rispetto dell'aderenza rispetto alla formulazione orale di PrEp. La PrEP – spiegano gli esperti – consiste nell'assunzione di farmaci antiretrovirali e, se fatta quotidianamente o secondo lo schema indicato dal medico specialista, è molto efficace nella prevenzione dell'Hiv. Dal 2023 la PrEP per via orale è disponibile e rimborsata dal Servizio sanitario nazionale, ma l'assunzione quotidiana di una compressa al giorno in modo continuativo o al bisogno ha rappresentato un limite alla sua diffusione tra le popolazioni a rischio e ha creato molti problemi di aderenza e di interruzione della profilassi, non risultando facilmente accessibile a diverse popolazioni chiave. Da qui l'importanza della nuova opzione

Il fiocco rosso simbolo della lotta all'AIDS, malattia causata dall'HIV (ANSA)
Il fiocco rosso simbolo della lotta all'AIDS, malattia causata dall'HIV (ANSA)

L’incremento dei casi e il ruolo della trasmissione sessuale

"Se dal 2012 al 2020 si è osservata una diminuzione delle nuove diagnosi di HIV in Italia, dal 2021 al 2023 c'è stato un incremento, in parte attribuito al recupero delle diagnosi mancate durante la pandemia da Covid. Le regioni con incidenza superiore alla media sono Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Campania. La trasmissione sessuale è responsabile dell'86,3% dei nuovi casi. Le modalità di trasmissione più comuni sono rapporto eterosessuale (47,7%); rapporto sessuale tra maschi (38,6%); uso di droghe per via iniettiva (3,4%). L'età mediana alla diagnosi è di 41 anni (42 per i maschi, 39 per le femmine).