
Pietro Nera (Anp)
Chiuro, 20 maggio 2017 - Davanti a un calice di rosso e a deliziosi taroz, sfornati dalle cucine della maison Nera, è stata presentata la 25^ edizione di Cantine aperte, l’appuntamento più amato del Movimento turismo del vino. All’evento parteciperanno, come sempre, anche alcune realtà locali, aperte dalle 10 alle 18 del 28 maggio: casa vinicola Pietro Nera, cantina Sesterzio, casa vinicola Triacca La Gatta.
L’iniziativa, forte dei quasi 100.000 partecipanti a livello lombardo dell’edizione 2016, di cui almeno 5.000 in Valtellina, avrà tante declinazioni, ma un unico grande obiettivo. «L’enonauta deve lasciare la cantina che visita con la voglia di tornare», precisa Lucilla Ortani, storica anima del Movimento. Nel corso dell’evento, così come in tutti gli altri appuntamenti lungo l’anno (cantine aperte in vendemmia, cantine aperte a San Martino, cantine aperte for wedding), le case vinicole diventano veicolo della cultura del vino e del buon bere.
Novità 2017 il calice serigrafato e un’anima ancor più solidale. Oltre a devolvere parte del ricavato dalla vendita del kit dell’enonauta all’Airc, associazione italiana per la ricerca sul cancro, si indirizzeranno fondi ai terremotati. Tutto l’incasso delle bottiglie con etichetta «Un mare di vino al cuore delle Marche» servirà per l’acquisto di due ambulanze per i terremotati. Quale stimolo migliore a brindare? Eventi come questo sanno coniugare elementi diversi ed esprimere la bellezza del territorio. Come quello provinciale, con i suoi 2.500 km di muretti che ricamano i terrazzamenti lungo i quali si consuma la fatica dei viticoltori. «La Valtellina ha una posizione enologica particolare. Per anni, i nostri antenati hanno saputo strappare la bellezza dalla montagna. Noi, oggi, dobbiamo salvaguardare il patrimonio che ci è stato lasciato e che i turisti apprezzano molto. Dentro una bottiglia ci sono tante ore di lavoro, ma le soddisfazioni sono grandi», dichiara Pietro Nera, sottolineando l’importanza di farsi conoscere sempre più al di fuori dei confini provinciali.