Le novità, si sa, all’inizio sono un po’ difficili da digerire, ci sono però cambiamenti che, oltre a rispondere a una precisa motivazione, hanno anche una bella storia da raccontare. È il caso della revisione della toponomastica e dalla numerazione civica che ufficialmente dal 3 aprile è entrata in vigore ad Albosaggia dopo un anno e mezzo di lavoro e 90mila euro di spesa. "L’amministrazione comunale ha fatto questa scelta – spiega l’assessore all’Agricoltura e Foreste Lorenzo Vasco – per motivi in primis di sicurezza, per agevolare in caso di necessità l’intervento dei mezzi di soccorso e delle Forze dell’Ordine. Se poi a questo aggiungiamo anche l’introduzione della numerazione metrica, anche il lavoro di postini e corrieri è senz’altro agevolato". La normativa prevede che qualsiasi traversa con un certo quantitativo di numeri civici diparta da una via principale, debba avere un nome. "Pertanto accanto alle vecchie vie di Albosaggia che sono 41 e hanno mantenuto il proprio, ne sono state individuate ben 71 nuove e tutte da… battezzare" osserva l’assessore del paese che grazie a questa rivoluzione ora conta ben 112 strade. Ma torniamo alla questione delle vie da intitolare, perché per questa operazione determinante è stato l’apporto del Gruppo del Dialetto di Albosaggia, del quale tra l’altro fa parte lo stesso Vasco. A illustrare i criteri scelti è Annamaria Gherardi. "Abbiamo pensato di andare a “pescare“ nel passato un po’ attraverso i ricordi degli anziani del paese, un po’ effettuando ricerche d’archivio. Da una mappa del 1815 sono emersi numerosi, utilissimi riferimenti legati a specifiche zone. Fondamentale, poi, si è rivelato il Libro dei Toponimi che la Biblioteca di Albosaggia ha realizzato già diversi anni fa". Ora non resta che memorizzare le nuove vie. Se infatti è semplice intuire perché una si chiami Strecia, per altre la spiegazione va al dialetto. S.B.
CronacaLe nuove vie più sicure sono settantuno