
I dem tornano sui Piani di emergenza per le dighe della provincia
SONDRIO – “È impensabile che un territorio tanto esposto come il nostro resti privo di strumenti adeguati per garantire la sicurezza di cittadini e lavoratori. Non possiamo più tollerare questa inerzia su un tema così delicato”. Il segretario provinciale del Partito democratico Michele Iannotti parla di dighe, nella fattispecie delle 27 presenti in provincia di Sondrio “per le quali non è stata ancora effettuata un’analisi di rischio dettagliata basata sulle aree di pericolosità e sulle caratteristiche degli invasi”.
La questione torna di attualità perché, come denuncia il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella che ha presentato una nuova interrogazione alla giunta regionale, condivisa con il Pd della provincia di Sondrio, “In Lombardia ci sono 77 dighe, ma solo per 45 di queste sono stati approvati i Documenti di Protezione civile e, tra queste, la giunta ha adottato appena 13 Piani di emergenza. Non uno in più rispetto a quando, quasi un anno fa, abbiamo iniziato a sollecitare il governo regionale. Un ritardo inaccettabile, che espone i nostri territori a dei rischi”.
Iannotti aggiunge che nessuna delle nostre 27 dighe rientra, purtroppo, tra le 13 per le quali è stato approvato il Piano di emergenza dighe, il Ped, documento fondamentale proprio per la gestione coordinata dei rischi legati agli invasi. “Se consideriamo che già nel 2015, a un anno dalla direttiva nazionale che definiva gli indirizzi operativi per la sicurezza dei bacini con grandi dighe, avrebbe dovuto essere completato l’aggiornamento dei Documenti di Protezione civile, ci rendiamo conto - prosegue il consigliere Scandella - dell’enorme ritardo accumulato”.
“Siamo sempre più preoccupati - continua il segretario provinciale dem – anche perché molto spesso in Lombardia si presentano fenomeni metereologici avversi molto rilevanti, che richiedono una forte attenzione al tema della sicurezza per scongiurare eventuali danni a persone e cose. Proprio per questo la sicurezza dovrà essere centrale nell’ambito delle norme sul rinnovo delle concessioni idroelettriche, considerando anche che molte delle dighe presenti in provincia di Sondrio sono state realizzate il secolo scorso”.