Luca Tavecchio
Sustainability Winter School

Sostenibilità in azione: gli amministratori lombardi progettano il futuro verde dei territori

Dalla teoria alla pratica, la Sustainability Winter School del Gruppo Cap chiude con idee concrete per l’Agenda 2030: pedonalizzazioni, app per cittadini e campagne per la mobilità dolce

Sostenibilità in azione: gli amministratori lombardi progettano il futuro verde dei territori

Dopo la teoria, la pratica. Dopo lo stato dell’arte e gli scenari in tema di sostenibilità, per gli amministratori lombardi che partecipano alla Sustainability Winter School del Gruppo Cap, è arrivato il momento di mettere nero su bianco progetti concreti da realizzare sui propri territori. L’ultimo appuntamento della seconda edizione della scuola rivolta agli amministratori sulle politiche green era infatti dedicato all’analisi di un intervento pubblico da “mettere a terra“ seguendo le nozioni apprese durante i momenti formativi e i workshop.

"Fare rete"

L’appuntamento è stato aperto dall’intervento del presidente del Gruppo Cap Yuri Santagostino, che ha sottolineato l’importanza della formazione specifica degli amministratori sui temi della sostenibilità, che saranno sempre più centrali nei prossimi anni. "L’occasione che ha fornito questa scuola - ha detto - è stata anche quella di fare rete. La possibilità cioè di fare squadra, di condividere esperienze e competenze, perché qualsiasi problematica ha un territorio è molto probabile che sia già stata affrontata e magari risolta da qualche altro amministratore”.

L'agenda Onu 2030

L’importanza delle relazioni tra realtà territoriali, economiche e sociali in tema di sostenibilità è stata sottolineata anche da Andrea Ferrazzi di Asvi (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), rete che riunisce oltre 300 attori su tutto il territorio nazionale che lavorano per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030, che - ha ricordato Ferrazzi - non riguardano solo la sostenibilità ambientale ma anche quella la sociale (lotta alle discriminazioni) ed economica (eliminazione delle disparità). "Disegnano cioè una società sostenibile nel suo insieme. Secondo alcuni questi temi ultimamente sono usciti dai radar della politica, ma l'esperienza ci dice che ormai sono parte organica della nostra realtà: gli investimenti dei grandi gruppi in tema energetico, per esempio, non possono più prescindere dalla sostenibilità, lo impone il sistema creditizio, la normativa Ue e anche la consapevolezza dei clienti”. I progetti e gli investimenti restano però astratti se non ci sono gli enti locali a darne attuazione pratica: “per questo - ha concluso Ferrazzi - è importante coinvolgere gli amministratori pubblici in questo grande obiettivo che è lasciare alle generazioni future un pianeta con almeno le stesse risorse che abbiamo adesso”.

I progetti per il territorio

Durante la giornata i partecipanti si sono divisi in tre gruppi che hanno elaborato i progetti partendo da esigenze reali dei propri territori, criticità e risorse economiche realistiche. "Perché - ha spiegato Matteo Colle, direttore relazioni esterne e sostenibilità di Cap - i progetti devono sempre considerare gli aspetti finanziari e valutare la possibilità di rivolgersi anche ai privati. E insieme a questo va sempre valutata la misurazione dei risultati e il coinvolgimento dei cittadini”. Ne sono usciti alcuni interventi che potrebbero vedere la luce nei prossimi anni.

Come la pedonalizzazione e depavimentazione della parte di piazzale Tripoli occupata dalla piazza tattica e dalla strada: idea che risponde alla necessità di unificare l’area verde, aumentando la permeabilità del suolo, riducendo le isole di calore e alleggerendo il traffico.

Altra idea la realizzazione di una “app comunale“, nella quale convogliare segnalazioni e suggerimenti, coinvolgendo anche i cittadini nella raccolta di dati utili all’amministrazione. Sul fronte comunicazione, due i progetti elaborati: uno contro l’abbandono dei rifiuti, l’altro sulla mobilità dolce in prossimità delle scuole. Entrambi prevedono strategie che coinvolgano scuole e giovanissimi, attraverso vari canali comunicativi che tendano a focalizzare l’attenzione non sugli aspetti punitivi, quanto su quelli premianti e sul concetto di vantaggio collettivo.