
L’azzurra è fresca primatista nei 200 u20: "Sono nata come ostacolista e penso che quella specialità sia la più utile per fare velocità, corri in modo sciolto. Il sogno? Arrivare più in alto possibile, magari fino alle prossime Olimpiadi" . .
A Elisa Valensin, nel tempo libero, piace disegnare, leggere quando può ma con la testa e l’attitudine in tutto da agonista. Trovare i tratti giusti per rappresentarla e per mettere nero su bianco il suo futuro è complesso. I tempi parlano per lei, visti i suoi 18 anni, ma la regola è nessuna aspettativa e migliorarsi costantemente.
Il record U18 nei 200 è stato appena battuto ma lei si gode il primato U20 sempre nei 200… "Quest’inverno ho lavorato: speravo di abbassare il tempo perché il record era il mio “personal best“ dell’anno scorso. Sono contenta, è arrivato il tempo, ma non l’ho cercato. Non mi piace farlo, quello che deve venire verrà. Se non succede sarà per la prossima. È la mia mentalità".
In cosa può crescere? "Ho lavorato sulla tecnica di corsa e sto cercando di affrontare le gare in modo diverso: ad Ancona, sembra strano ma ero più tranquilla, forse perché c’era meno concorrenza, non c’era Margherita Castellani (che le ha strappato il primato nel weekend). Ho affrontato la gara come un divertimento. Spesso, l’anno scorso, tendevo a mettermi in modalità ‘battaglia’, sentendo la pressione. Questa volta, sono rimasta rilassata e ho corso anche meglio. Non patisco tanto la tensione ma la voglia di voler il tempone: mi immaginavo di vedere il tempo, la reazione. Ho imparato che deve arrivare da solo, mi piacciono le gare e l’adrenalina".
È reduce da un bel 2024, che anno è stato? "Il primo di crescita vera. L’ho affrontato in modo diverso rispetto al 2023. Mi è piaciuta tutta la stagione: i tempi su 400 e 200 più o meno, come valore, si equivalgono. Agli Europei è stato bello. I Mondiali sono stati un po’ un esperimento, penso di averli affrontati bene. È stato faticoso, mi aspettavo di non riuscire a tenere tutte le gare di 400, ma ho avuto le energie. Infine, non vedevo l’ora di affrontare il 2025".
Ostacolista ma è pure sprinter… "Sono nata come ostacolista e continuo a pensare che siano la cosa più utile per fare velocità: impari a controllare il corpo, a usare bene i piedi, cosa essenziale e a correre in modo sciolto. Sono parte integrante del mio allenamento di tutti i giorni, mi piace farli e li continuerò. Non ho gare preferite: quelle in cui vado meglio (ride, ndc)".
È tornata con il Cus Pro Patria Milano, si allena sempre a Bergamo? "Sì, perché c’è la pista al chiuso, ci vado due volte e il mio allenatore viene più spesso a Milano perché c’è la sede del CUS. Mi alleno dalle 15 alle 17 a Bergamo. Appena uscita da scuola, mangio lì, parto subito e arrivo a Bergamo, mi alleno e torno per le 18.30. Poi inizio a studiare, ceno e continuo lo studio: sto facendo sacrifici e gli sforzi sono ripagati, lo faccio volentieri".
A scuola compagni o insegnanti seguono i suoi risultati? "Sì, faccio il liceo scientifico di scienze applicate, senza latino: i miei professori, la maggior parte, mi seguono. La mia insegnante di matematica ha commentato il TikTok del record di Ancona. A scuola, cerco di stare al passo con tutti e di non “sfruttare“ le facilitazioni che potrei avere. Non trovo scuse, non mi piace".
Come ha iniziato? "Ho provato un po’ tutti gli sport. L’atletica mi è piaciuta subito, non so come mai, sono quasi 10 anni che la faccio anche solo per divertimento, è la mia vita. Quando corro mi sento potente, forte e veloce. È bello sapere che stai andando a 30 km/h, l’adrenalina o raggiungere risultati che ti sei prefisso".
Sta ancora crescendo, che rapporto ha con il suo corpo? "Mi piaccio così come sono: “flexo“ i bicipiti anche se non li ho (ride, ndc)".
Sogni? "Vorrei diventare la versione migliore di me stessa, crescere, arrivare il più in alto possibile, magari fino alle Olimpiadi".
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