
Lombardi in terra d’Arabia . Ecco la piccola pattuglia pronta a sfidare il deserto
di Silvio De Sanctis
Si riduce il numero degli italiani al via dell’edizione numero 46 del Rally Dakar che scatta venerdì 5 gennaio per il quinto anno di fila nel deserto dell’Arabia Saudita, ma la presenza dei lombardi rimane di qualità. Il raid più spettacolare e pericoloso al mondo registra una diminuzione da 11 a 6 degli italiani iscritti fra le moto. Fra questi c’è il 33enne bresciano Tiziano Internò, conosciuto come "Rally POV" sui social, in sella alla Gas Gas 450 Rally, una moto clienti della Ktm. Alla sua quarta esperienza consecutiva (miglior piazzamento il 26simo posto due anni fa), gareggerà ancora una volta fra le difficilissime dune arabe nella categoria senza assistenza e opererà in autonomia le eventuali riparazioni.
"L’organizzazione porta i ricambi al bivacco e da lì parte la seconda fatica di giornata - racconta Tiziano -. La moto è affidabile, ma la Dakar regala sempre sorprese. Personalmente proseguirò il mio progetto POV ("Point Of View", ndr), che racconta la competizione dal suo interno, insieme a tre compagni di viaggio impegnati nella produzione di immagini e interviste ai piloti italiani al bivacco". Il Team Fantic Racing sarà l’unico team italiano fra le moto: la casa originaria di Barzago (Lc), nata nel 1968, ha ora sede a Santa Maria di Sala (Ve) e schiera Tommaso Montanari, Jane Daniels (Gbr) e Jeremy Miroir (Fra) sulle XEF 450 Carbon Neutral, per rimanere al passo con i tempi in termini di innovazione green. Non supera la quindicina di unità la presenza italica fra le auto, dove spicca Eugenio Amos. Il varesino, alla terza partecipazione, guiderà una Toyota Hilux del team Overdrive e scatta con giustificate ambizioni. "Credo abbiamo le armi per puntare alla top 10 – racconta –. Negli anni scorsi partecipammo nelle classi minori, stavolta disponiamo di una struttura importante".
Insieme al navigatore Paolo Ceci, Amos è reduce dal quinto posto al Rally del Marocco e dal trionfo nel Safari Classic in Kenya, che hanno regalato nuova convinzione al team. "Erano presenti molte delle auto presenti alla Dakar, la nostra Hilux si è mostrata solida e affidabile, qualità indisponesabili in una gara massacrante come questa". Sempre fra le auto si guarda con curiosità a Christine Giampaoli Zonca, per la prima volta al via a bordo di una Can-Am Maverick del team di proprietà di Thibault Courtois, portiere del Real Madrid. La 30enne nata in India ma varesina d’adozione vanta discreta esperienza nei rally (fra cui un mondiale in Catalogna, ma anche Andalusia, Baja 1000 e Sonora Rally) ed è iscritta come Christine GZ, farà classifica fra i veicoli fuoristrada SSV (Side-by-Side).
"La mia è sempre stata una passione costosa - racconta -, per cui cominciai come meccanico, poi sono passata a costruirmi le mie aute, fino ad arrivare alla Dakar. Mi sembra di vivere un sogno". Nel ruolo di co-pilota di Michele Cinotto nel team CST Polaris Xtreme Plus c’è il bresciano Alberto Bertoldi, alla quinta Dakar, la terza in auto dopo due in moto: "Non potevo rifiutare il suo invito - confessa Bertoldi - Con Ssv Polaris abbiamo vinto una gara in Marocco e ci siamo divertiti molto, vogliamo riprovarci".
Nella categoria camion spicca l’impegno dell’Italtrans Racing Team Rally con Iveco Powerstar, denominato "MM Technology Team". I bergamaschi di Calcinate schierano addirittura due formazioni: la prima è quella storica composta da Claudio Bellina, Bruno Gotti (proprietario del team) e Marco Arnoletti, la seconda esordisce con Gianandrea Pellegrinelli, Giulio Minelli, Carlo Galdini. Dotati di motori 13 litri, prenderanno parte alla classe T5. "Partiremo sicuramente tranquilli perché la seconda parte è sicuramente quella più tosta", spiega Bellina, alla presenza dakariana numero 16.