FABRIZIO CARCANO
Sport

L’Atalanta chiede aiuto al Gewiss. Trend da invertire per il rush finale

Nel 2025 nessuna vittoria in casa, dove gli orobici giocheranno cinque delle ultime otto gare di campionato

Gian Piero Gasperini, tecnico della Dea, saluta il pubblico del Gewiss Stadium

Gian Piero Gasperini, tecnico della Dea, saluta il pubblico del Gewiss Stadium

La corsa Champions per l’Atalanta passa dal Gewiss Stadium dove i nerazzurri giocheranno cinque delle ultime gare casalinghe, contro Lazio, Bologna, Lecce, Roma e Parma. Sulla carta un vantaggio, avendo la spinta dei 20mila tifosi che regolarmente riempiono l’impianto di viale Giulio Cesare, ma in questo 2025 il terreno amico si è rivelato paradossalmente nemico della Dea. Tra campionato e Coppa Italia, in sette partite, quattro pareggi e tre sconfitte, con appena quattro gol segnati nelle sfide di gennaio contro Juventus (1-1), Napoli (2-3) e in quella del primo febbraio contro il Torino (1-1). Nell’ultimo bimestre nessun gol al Gewiss contro Cagliari, Bologna (in Coppa Italia), Venezia e Inter.

Altro dato: in questo 2025 la Dea, che eppure con 63 gol segnati resta il secondo miglior attacco del campionato, ha avuto ben 7 gare tra campionato, Coppa Italia e Supercoppa italiana, senza segnare un gol e altre due gare con solo un gol segnato. Il bottino di 19 gol nel girone di ritorno va tarato considerando i 14 segnati in sole tre partite, nelle cavalcate esterne con doppio 5-0 a Verona e Empoli e il 4-0 alla Juventus. Domenica a Bergamo arriverà la Lazio, sette giorni dopo il Bologna, per due confronti diretti interni consecutivi. Gasperini, che intanto sembra sempre più lontano dalla Roma e forse anche dalla stessa Juventus, domenica recupera Ederson e confida di avere nella migliore condizione fisica sia Lookman che Retegui, in difficoltà a Firenze, il primo essendo rientrato solo tre giorni prima dalla Nigeria, il secondo dopo aver smaltito solo all’ultimo una lesione muscolare all’adduttore.

A sorpresa, in panchina, dopo due mesi e mezzo potrebbe rivedersi Odilon Kossounou, che sta terminando con qualche settimana di anticipo il percorso di recupero dall’infortunio muscolo tendineo con coinvolgimento diretto all’inserzione prossimale del tendine comune degli adduttori di destra, subito a metà gennaio, con conseguente operazione chirurgica al tendine eseguita a Barcellona dall’equipe del dottor Ramon Cugat, il “mago dei tendini“ che ha poi operato anche Scamacca due settimane dopo. Il 24enne difensore ivoriano, già da qualche giorno, sta svolgendo lavoro individuale ed è pronto a rientrare in gruppo: potrebbe tornare tra i convocati questa domenica o la successiva contro il Bologna e poi rivedere il campo dalla seconda metà di aprile. L’Atalanta vuole testarlo con una manciata di presenze per valutare se riscattarlo a titolo definitivo dal Bayer Leverkusen per la cifra di 25 milioni. In caso di riscatto, considerando i 5 milioni già spesi per il prestito annuale, Kossounou diventerebbe il secondo acquisto più oneroso di sempre della storia atalantina alle spalle del coetaneo El Bilal Touré, l’attaccante maliano pagato 31 milioni dall’Almeria due anni fa, ora in prestito allo Stoccarda, che invece non dovrebbe esercitare il diritto di riscatto alla cifra fissata di 16 milioni.

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