FRANCESCA SANTOLINI
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Corsico, appello del sindaco sulle perle da salvare

Chiese diroccate, manieri inagibili e piccoli borghi da riqualificare: il sud Milano è pieno di bellezze architettoniche da salvare. Ma molte sono di proprietà privata

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Corsico (Milano), 26 ottobre 2018 - Chiese diroccate, manieri inagibili e piccoli borghi da riqualificare: il sud Milano è pieno di bellezze architettoniche da salvare. Alcuni, pochi a dire la verità, sono di proprietà pubblica mentre altri appartengono a privati; in comune, però, hanno lo stato di degrado che li accompagna da troppo tempo. Sono i simboli di queste terre della cintura metropolitana, quei luoghi in cui si è scritta la storia del sud Milano.

Anche per questo, il sindaco di Corsico ha deciso di scrivere alla Soprintendenza Archeologica affinché si metta un fine a questo decadimento della bellezza storica e artistica di questa porzione di Città Metropolitana. «La tutela del patrimonio culturale è un valore riconosciuto dall’articolo 9 della nostra Costituzione – spiega il primo cittadino Filippo Errante – purtroppo non è sempre così. A causa degli elevati costi di riqualificazione, del degrado e dei furti subiti nel tempo, molti beni si sono depauperati. Il mio desiderio è che l’ente della Soprintendenza intervenga, impedendo che queste tracce di memoria si sgretolino e deperiscano sotto i nostri occhi. Capisco che le proprietà siano private, ma ci sono beni, patrimoni che non possono essere lasciati a se stessi. Occorre trovare un modo, un sistema che coinvolga gli enti pubblici e i privati in progetti di riqualificazione che vadano a vantaggio delle comunità».

Il riferimento è diretto alla vecchia Edicola di San Carlo Borromeo, a fianco della Chiesa della Madonna della Guardia, in località Cascina Guardia di Sotto. L’edicola, il cui affresco è ormai svanito a causa delle intemperie e le cui colonne sono state saccheggiate negli anni, era stata costruita per ricordare il passaggio del morente cardinale Carlo Borromeo. Il Santo, nel 1584, si fermò a pregare nell’allora parrocchia di Santa Croce (poi diventata chiesa della Madonna della Guardia) prima di proseguire il suo viaggio lungo in Naviglio fino a Milano, dove morì due giorni dopo. Come la vecchia cascina Guardietta, anche la chiesa è ormai in disuso, diroccata e dopo i tanti saccheggi è stata anche un rifugio per senza tetto. Eppure, di fronte, sull’altra sponda del naviglio, c’è un esempio di come la riqualificazione di un sito possa portare sapere, cultura, pace e bellezza. Nella vecchia cascina la Guardia di Sopra, data in concessione per 99 anni ai buddisti della Soka Gakkai, è sorto il centro culturale italiano per la pace Ikeda. Un luogo che tutta Italia – e non solo - invidia.