REDAZIONE VARESE

Viggiù: il vecchio cimitero diventa un museo interattivo

Il camposanto, chiuso nel 1910, si è conservato quasi integralmente: un progetto dell’università dell’Insubria lo farà “vivere” attraverso percorsi-gioco ed esperienze interattive

Viggiù, 31 gennaio 2025 – A Milano succede da tempo: il Cimitero Monumentale è inserito in tutte le migliori guide turistiche dedicate alla città. L’obiettivo, ora, è che un’affermazione analoga possa interessare anche il cimitero di Viggiù, paese dell’Alto Varesotto noto per il suo corpo di pompieri, immortalati in una canzone e in un film usciti alla fine degli anni ‘40.

Una tomba all'interno del cimitero vecchio, chiuso nel 1910
Una tomba all'interno del cimitero vecchio, chiuso nel 1910

Il vecchio camposanto, infatti, ormai chiuso da tempo, si trasformerà in un museo a cielo aperto grazie a un progetto dell’università dell’Insubria sostenuto da Fondazione Cariplo con un contributo di 170mila euro nell’ambito del bando Luoghi da rigenerare 2024.

L’obiettivo

Il cimitero vecchio del piccolo paese famoso per i suoi scalpellini, utilizzato per circa un secolo e chiuso nel 1910, si è conservato quasi integralmente, mantenendo intatto il suo fascino ottocentesco.

Il progetto "Vivi – Vivere il cimitero di Viggiù. Fruire diversamente gli spazi funerari” prevede non solo la trasformazione in un museo del sito, con contenuti coinvolgenti e la possibilità di un’esperienza immersiva, ma anche scavi archeologici e indagini bioarcheologiche sui resti umani, per raccontare la storia delle persone sepolte.

Il team responsabile del progetto
Il team responsabile del progetto

Sepolture famose

Varcando il cancello del cimitero vecchio si entra in un’atmosfera originale che rimanda al passato. Al suo interno sono sepolti alcuni dei numerosi artisti viggiutesi che con la loro attività nel campo della scultura, della pittura e dell’architettura, hanno contribuito alla diffusione in campo nazionale ed internazionale del nome del loro piccolo paese natale.

Per conservare il sito, nel progetto sono previsti anche il consolidamento delle strutture murarie esistenti e la creazione di un nuovo ingresso.

Multimedialità e interattività

Ad accompagnare i visitatori sarà la app Vivi, che garantirà un'esperienza interattiva e coinvolgente, con percorsi che combinano punti di interesse segnalati da QR code, collegati a contenuti virtuali immersivi che raccontano la storia del luogo, dei suoi abitanti e dei personaggi più celebri nella storia della scultura. Inoltre, verrà realizzato un percorso-gioco che attraverso enigmi e indovinelli basati sull'osservazione dei monumenti e delle lapidi, svelerà progressivamente dati antropologici e storico-biografici, rendendo la visita un'avventura educativa e unica.

Responsabile scientifico di Vivi – Vivere il cimitero di Viggiù è Marta Licata, ricercatrice in Antropologia e docente di Archeobiologia del dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita dell'Insubria, che è l’ente capofila del progetto in partenariato con il Comune di Viggiù, l’associazione Naturalis Insubria Aps e l’associazione Amici dei Musei Civici Viggiutesi.

“Il cimitero di Viggiù – spiega Marta Licata – rappresenta un contesto davvero originale sotto il profilo scientifico. Per la prima volta il nostro gruppo di antropologi avrà la possibilità di confrontare i dati osteologici con le fonti archivistiche per ricostruire la storia delle persone sepolte. La possibilità di indagare l’area cimiteriale prima attraverso le prospezioni geologiche, poi con le indagini archeologiche, antropologiche e archivistiche ci permetterà di ottenere contenuti che andranno ad arricchire la visita del cimitero".

Approcci integrati

Un plauso da Flavia Marinelli, direttrice del Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita dell'Insubria: “Il progetto Vivi è un ulteriore consolidamento delle attività di ricerca nella bioarcheologia che negli anni si sono sviluppate a Varese e che hanno portato recentemente anche alla creazione di un nuovo laboratorio di antropologia nella sede di Busto Arsizio. Siamo orgogliosi di aver creduto nell’integrazione degli studi archeologici e antropologici con i percorsi di studio in biologia e biotecnologia erogati dal dipartimento: una scelta che sta dando i suoi frutti, come dimostra l’interesse dei nostri studenti e la capacità di attrarre contributi finanziari come quello ricevuto da Fondazione Cariplo”.

Orgoglio viggiutese

Il camposanto del paese noto per il suo corpo di pompieri, è conservato quasi integralmente
Il camposanto del paese noto per il suo corpo di pompieri, è conservato quasi integralmente

Soddisfazione viene espressa anche da Emanuela Quintiglio, sindaco di Viggiù: “Il cimitero vecchio di Viggiù, luogo del cuore dei viggiutesi ove sono ricordati anche i giovani del paese caduti nel primo conflitto mondiale, rappresenta un ‘luogo in attesa’ pronto a una nuova funzione, ovvero quella museale, a coronamento delle strategie di valorizzazione e promozione del contesto territoriale e del patrimonio artistico fortemente sostenute dal Comune. L’obiettivo più ampio è quello di realizzare un museo diffuso, che comprende la riqualificazione di una cessata cava di pietra ora utilizzata per studi di geologia e per visite culturali e il Museo degli scalpellini, i Picasass, a Villa Borromeo”.

Un ruolo importante è giocato dall’associazione Amici dei Musei Viggiutesi, con la presidente Carla Staffolani e il geometra Daniele Trentini, referente per il progetto, così come da Naturalis Insubria Apd, rappresentata dalla presidente Francesca Curletto.