ROSELLA FORMENTI
Cronaca

Abusi sessuali su 7 atlete minorenni, l’allenatore arrestato era già stato processato (e assolto): si cercano altre vittime

Il coach di 53 anni ora in carcere era stato indagato anni fa e assolto per fatti analoghi. Domani verrà interrogato, le vittime accertate sono sette. Ma il numero potrebbe crescere

Sarebbero almeno sette le vittime nella squadra femminile giovanile (foto di repertorio)

Sarebbero almeno sette le vittime nella squadra femminile giovanile (foto di repertorio)

VARESE – La passione per il volley, la bellezza del gioco di squadra, le partite, le emozioni da condividere con le compagne, la gioia delle giovani pallavoliste immortalate nelle fotografie, lo scatto di un passaggio, di una giocata acrobatica a rete, come le campionesse della Nazionale, l’esempio: è la bella storia di sport raccontata sulla pagina social di una società di pallavolo di un piccolo paese del Varesotto.

Una storia nella quale dall’altro giorno si è aperto un capitolo sconcertante con l’arresto dell’allenatore, un uomo di 53 anni, in carcere a Varese con l’accusa di violenza sessuale su minore. Al momento sono 7 le vittime accertate, età tra i 13 e i 16 anni, già considerate parti offese dall’autorità giudiziaria, ma il numero potrebbe aumentare: sembrerebbe infatti che altre giovanissime, una decina, avrebbero subito molestie, gli accertamenti da parte degli inquirenti proseguono. Venerdì il cinquantatreenne – in passato al centro di un’analoga indagine dopo la denuncia di due giovanissime, finito a processo e assolto – sarà ascoltato dal Gip del Tribunale di Varese.

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Una vicenda di abusi su minorenni che ancora una volta scuote una società sportiva femminile nel Varesotto e di nuovo sollecita attenzione, come ribadisce Daniela Simonetti, presidente dell’associazione Changethegame, da anni impegnata contro violenze e abusi nello sport, “da parte delle istituzioni sportive perché la violenza in quel mondo è ancora oscura ma va denunciata, rompendo il silenzio da parte delle vittime”.

Ha rotto il silenzio, con coraggio, la giovanissima atleta che nel mese di novembre dopo essersi confidata con la mamma si è rivolta ai carabinieri che hanno dato avvio alle indagini. La società di volley ha diffuso un comunicato nel quale esprime “la propria vicinanza alle atlete coinvolte e alle loro famiglie, nonché la sua completa estraneità ai fatti succitati. Rimane impegno primario del presidente e della dirigenza tutta, adoperarsi per permettere lo svolgimento dell’attività sportiva in un ambiente sicuro e sereno”.