VALENTINA RIGANO
Cronaca

Bancarotta, Mirko Rosa alla sbarra

L’ex re dei Compro Oro arrestato in Svizzera è stato estradato e consegnato alle autorità italiane

Mirko Rosa, ex imprenditore che in un decennio ha costruito un impero

Busto Arsizio (Varese) - Inizierà oggi il processo per bancarotta a Mirko Rosa, alias Mirko Oro, ex "re dei compro oro" che un decennio fa aveva “coperto“ il territorio a cavallo fra l’Alto Milanese e la provincia di Varese. Rosa era stato arrestato lo scorso febbraio in Svizzera, dove era fuggito per sottrarsi all’arresto a seguito di condanna: ieri mattina è stato estradato dalle autorità di polizia elvetiche e condotto in carcere a Como. I carabinieri, che lo avevano individuato oltre frontiera dopo che Rosa aveva pubblicato un video su Tik Tok dove sbeffeggiava i militari affermando "non mi prenderete mai", è stato consegnato alle autorità italiane a seguito della richiesta di estradizione da parte del tribunale di Busto Arsizio, e alla frontiera di Chivasso è stato prelevato dai carabinieri che gli hanno notificato il provvedimento di arresto unitamente alla Polizia di frontiera di Como.

Sei gli anni che l’ex imprenditore dovrà scontare per un cumulo di pene per truffa, maltrattamenti in famiglia (nei confronti dell’ex fidanzata), lesioni personali, uccisione di animali, riciclaggio, pubblicazione arbitraria di atti di procedimento penale, simulazione di reato e resistenza a pubblico ufficiale. Questa mattina, in Tribunale a Busto Arsizio, insieme a suo padre, Rosa comparirà davanti al giudice per le udienze preliminari per rispondere di bancarotta fraudolenta e bancarotta documentale, oltre a distrazione di fondi attraverso false fatturazioni e distrazione di due rami aziendali. L’inchiesta firmata dal pubblico ministero Nadia Calcaterra ha riguardato una presunta e proficua distrazione di capitale per mano degli indagati che avrebbe portato al fallimento delle società riferibili all’ex "Golden Boy" della provincia di Varese. Rosa, ai tempi del suo exploit imprenditoriale, era noto per le sue pubblicità dal tono estremamente provocatorio e irriverente che avevano fatto gridare allo scandalo, fra gli improbabili testimonial addirittura il pontefice. La sua ascesa ha poi subito un brusco arresto quando sono iniziate le prime indagini sulla gestione delle sue società.