ROSELLA FORMENTI
Cronaca

Lite a colpi di fucile. Condannato a 12 anni per tentato omicidio

La sentenza di primo grado nei confronti del venticinquenne di Cuasso al Monte. Secondo l’accusa sparò a un giovane di 27 anni che difendeva una ragazza.

Il processo si è svolto nel tribunale di Varese Il pm aveva chiesto sedici anni di reclusione

Il processo si è svolto nel tribunale di Varese Il pm aveva chiesto sedici anni di reclusione

Condannato a 12 anni in primo grado, nel processo per tentato omicidio, che si è aperto a settembre, il venticinquenne di Cuasso al Monte, Simone Borella, che il 5 gennaio 2024 sparò a un ventisettenne, ferendolo in modo grave con un colpo all’addome davanti a un bar ad Arcisate. La sentenza è stata pronunciata ieri dal tribunale di Varese. L’avvocato Corrado Viazzo, che difende il venticinquenne e aveva chiesto per il suo assistito la derubricazione del reato in lesioni personali gravi, ha già annunciato che ricorrerà in Appello. Nell’udienza del 4 marzo erano stati richiesti duecentocinquantamila euro di risarcimento alla parte civile, patrocinata dall’avvocato Elisabetta Brusa, e una condanna a 16 anni di reclusione dal pubblico ministero Lorenzo Dalla Palma. Il collegio ieri ha stabilito una provvisionale pari a 25mila euro per la vittima costituitasi parte civile e demandando alla sede civile la quantificazione del danno.

La ricostruzione dell’accaduto da parte degli inquirenti è stata confermata dal ventisettenne, quando è stato ascoltato in aula il 24 settembre: dunque la sera del 5 gennaio dell’anno scorso sarebbe intervenuto perché l’imputato stava litigando violentemente con una ragazza davanti al bar. Il suo intervento per difendere la ragazza non sarebbe stato gradito dal venticinquenne, che si allontanò dicendo però che sarebbe ritornato di lì a poco.

Ritornò sul posto in auto e armato di un fucile da caccia con il quale gli sparò. Un colpo lo raggiunse ferendolo gravemente all’addome. I soccorsi furono immediati e il ventisettenne venne ricoverato in ospedale in codice rosso. Subito avviate le indagini da parte dei carabinieri per rintracciare il giovane aggressore che aveva sparato: attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza fu individuata l’auto con cui si era allontanato. Il giorno dopo il venticinquenne si costituì.

Durante la perquisizione della sua abitazione, i carabinieri hanno poi trovato anche due cartucce uguali a quella usata per l’agguato. Ieri la condanna in primo grado a 12 anni, la difesa ha già annunciato il ricorso in appello.