
Uno dei carabinieri in cella: "Minacciato, l’ho ferito"
Restano in carcere i due carabinieri di 28 e 32 anni accusati di tentato omicidio dopo il ferimento di un extracomunitario, un presunto pusher accoltellato nella notte tra venerdì 5 e sabato 6 luglio a Castiglione Olona, in via Rosselli, nei pressi di un bosco noto come zona dove si pratica lo spaccio di droga.
Il fermo è stato convalidato ieri per entrambi i militari, uno in forza alla Compagnia di Luino, l’altro in servizio a Malnate, che sono comparsi a Varese davanti al giudice per l’udienza di convalida. Uno di loro ha fornito la propria versione dei fatti: "Il mio assistito ha chiarito in maniera precisa la dinamica di quanto avvenuto", ha commentato l’avvocato Bruno Stefanetti, difensore del militare che si sarebbe sentito minacciato dallo straniero, prima del ferimento con il conseguente ricovero e i due interventi chirurgici all’ospedale di Circolo di Varese.
L’altro carabiniere sarebbe intervenuto in sua difesa. Ma all’udienza di convalida non ha raccontato la propria versione. "Aveva già reso dichiarazioni al pubblico ministero dopo il fermo", ha spiegato il suo legale, l’avvocato Fabio Fiore. Nessuna informazione è trapelata sul motivo per cui entrambi i carabinieri si trovassero di notte in una zona frequentata da spacciatori.
Secondo una nota diramata nei giorni scorsi dalla Procura della Repubblica di Varese, entrambi i rappresentanti dell’Arma erano fuori servizio e senza alcun ordine da eseguire. Dunque il perché della loro presenza in quella zona nella notte tra venerdì e sabato resta da chiarire: la domanda non ha ancora trovato risposta, quella risposta fondamentale per fare piena luce su quanto accaduto. Il mistero quindi per il momento rimane tale. L’interrogatorio di garanzia è stato eseguito dal giudice per le indagini preliminari Marcello Buffa alla presenza del pubblico ministero Lorenzo Dalla Palma.
Ieri sarebbe quindi emerso che un carabiniere sia stato aggredito e il collega sia intervenuto per difenderlo. Il giudice, intanto, ha convalidato il fermo per entrambi ma si è riservato circa la misura cautelare da applicare: il carcere e i domiciliari sono due delle possibilità. Intanto i due militari, immediatamente sospesi dall’Arma, restano in cella.