
L’incontro su Beko al Ministero a Roma (foto dal sito del Mimit)
Cassinetta di Biandronno (Varese) – Non cambia il numero degli esuberi previsti a Cassinetta: l’ultimo tavolo ministeriale sulla vertenza Beko che si è svolto ieri pomeriggio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy non ha portato ad annunci positivi come speravano i sindacati. Si resta dunque sui dati comunicati nello scorso incontro del 25 marzo: sono ancora 312 (numero nel tempo ridotto rispetto ai 541 originari) i tagli previsti nello stabilimento situato nel Comune di Biandronno.
A un anno esatto dallo sbarco ufficiale di Beko Europe, che proprio il 2 aprile del 2024 sostituiva fisicamente sull’insegna all’ingresso del sito di Cassinetta il nome di Whirlpool, è ancora ben lontana la risoluzione della vertenza. Proseguono in tale ottica le interlocuzioni tecniche sugli aspetti industriali e occupazionali tra l’azienda e le organizzazioni sindacali volte alla definizione di un accordo quadro. Qualche novità è emersa per quanto riguarda invece la fabbrica toscana di Siena.
Nel corso dell’incontro, presieduto dal sottosegretario con delega alle crisi d’impresa Fausta Bergamotto, il Mimit ha annunciato in accordo con il sindaco Nicoletta Fabio che Invitalia e il Comune sottoscriveranno nelle prossime ore un protocollo di intesa per l’acquisizione del sito toscano. Durante l’incontro è stato inoltre approfondito dai rappresentanti di Beko Europe un aggiornamento riguardo gli incontri avuti in sede aziendale con le rappresentanze sindacali in merito all’introduzione delle nuove linee di prodotto e al nuovo modello organizzativo dei siti produttivi in attuazione del piano industriale. Un nuovo tavolo tecnico tra le parti verrà convocato dal Mimit nei prossimi giorni.
Quella di ieri sarebbe dovuta essere una giornata di novità anche per Meta System: era stato infatti calendarizzato per il 2 aprile un altro incontro presso il Mimit anche per quest’altra vertenza che riguarda da vicino il territorio del Varesotto. Sono circa 140 i dipendenti impiegati nello stabilimento di Mornago, su 650 totali in Italia (il resto sono nella sede principale di Reggio Emilia). Ma il tavolo ministeriale è saltato all’ultimo, dopo che non si è concretizzata l’offerta d’acquisto da parte del fondo tedesco Certina, che era attesa entro il 31 marzo. Ora sono giorni di stallo. «Vigileremo sulla situazione: stiamo aspettando un ritorno da parte del possibile acquisitore - dicono da Fim Cisl dei Laghi e Fiom Cgil Varese - siamo davvero ansiosi di sapere se Certina ha trovato un punto di caduta su Bmw».